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Poesie di Claudio Visconti De Padua

Dipendente Regione Campania, nato venerdì 25 aprile 1969 a avellino
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Le fusioni delle stagioni

Piove e
il suo fragore
scuote le fronde
degli alberi in fiore,
senza sosta
quelle gocce
fan le strade
melma o fango
il cantar della tempesta
han reso muti i suoni
degli uccelli in festa!
Maggio,
non ci dona il calore delle rose
le stagioni son ribelli
non si alternano
si confondono,
tutto è vano
in questi tempi
il caldo il freddo
si son alleati disperdendo
le nostre attese
quando al posto del calore
noi indossiamo il maglione!
Composta lunedì 23 maggio 2016
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    Fermo sulla soglia di quel sogno!

    Passeggiando sui sentieri dell'ignoto,
    fui sfiorato da un chiarore abbagliante,
    non era un lampo
    ne il raggio del sole,
    erano occhi di una bellezza
    indescrivibile!
    Così smisi quel cammino
    senza senso
    rapito da uno sguardo immenso,
    magnetico catturava
    i miei sensi
    mi fermai
    nei paraggi di quel bosco
    pensai fosse ahimè un miraggio
    un sogno!
    Erravo! Era lei una donna
    di avvenenza, un sguardo
    dalla grazia e di bellezza,
    fui colpito così tanto
    che rimasi per un tempo
    fermo sulla soglia di quel sogno!
    Chiesi: donna sei tu fatta di carne?
    La purezza che emanava
    era rara, mai vista nelle forme
    la sua carne, il colore dei suoi occhi:
    un oceano da scoprire,
    e l'odore m'invadeva
    come immerso nelle rose
    nelle viole di un giardino!
    Le sue mani io toccai
    di latte il suo colore
    lisce come il marmo
    mi inebriavano d'amore!
    Il sole nei capelli
    boccoli d'orati
    m'avvolgevano
    col vento
    e sulle labbra assaporai
    le sue labbra vellutate
    un bacio, un tocco,
    per capire
    che la donna
    che incrociai
    solcò il destino
    che ignorai!
    Composta domenica 22 maggio 2016
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      Di te donna

      Di te donna mi resta
      la pelle addosso
      come quelle del serpente
      che muta!
      Di te mi resta il
      sapore amaro
      dei tuoi baci
      miele a fiele
      e le tue carezze
      scarnivano le mie viscere
      come artigli di un'aquila!
      Di te mi restano
      le tue parole finte
      fatte di lodi e plausi
      mentre in realtà parlavi
      come il serpente dell'Eden!
      Di te donna
      mi resta il male
      travestito in bontà
      l'amarezza di averti amata
      col cuore ma di essere ripagato
      con lo squallore
      del tuo vile orgoglio!
      Di te donna non mi resta nulla
      perché eri finta
      come una burattina
      nelle mani dell'egoismo
      dalle funi
      della furbizia
      mostravi la tua scaltrezza
      di attrice.
      Di te donna
      mi rimane un film
      che spero mai
      di rivedere
      nemmeno negli attimi di un ricordo!
      Composta domenica 1 maggio 2016
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        Immerso nelle tue mani

        Le tue mani
        che io adoro
        vorrei che fossero
        sulle mie gote!
        Ho fame del tuo
        profumo donna,
        le carezze che
        vegliavano la mia
        anima, il tuo tocco
        delicato sul mio corpo
        stanco, ridestavano
        le mie forze.
        Le tue mani donna
        io bramo intrecciarle,
        e col viso perdermi
        nei tuoi palmi,
        essere avvolto
        dalla tua pelle
        quando le notti
        fredde insidiano
        il calore dell'anima.
        Composta martedì 26 aprile 2016
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          Tu: il mio mondo!

          Fremiti silenti
          valicano la mia pelle,
          il mio corpo
          obbedisce all'amore,
          un risveglio dei sensi,
          una primavera dell'anima,
          se ci sei amore
          sei quiete alla ragione,
          se ci sei amore
          domato è il mio cuore,
          se ci sei amore
          io del mondo non ci sono
          perché tu sei tutto
          il mio mondo!
          Attendo i tuoi passi
          che distinguo da mille altri,
          una scia dalla brezza
          mi convoglia il tuo profumo,
          così mi affretto dal mio letto
          e rincorro quella via
          che mi porta l'allegria,
          l'amor che è atteso
          è affamato di carezze,
          è assetato delle labbra
          che eran chiuse
          dalla rabbia
          del sentirsi tristi e soli
          quando l'anima
          che adori
          pur che ama è distante
          io non reggo
          questo strazio
          dai affrettati
          che t'aspetto
          ho le rose e le viole
          sul tuo letto le ho spiegate
          han la forma del tuo cuore!
          Composta venerdì 22 aprile 2016
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