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Le migliori poesie di Charles Bukowski

Poeta e scrittore, nato lunedì 16 agosto 1920 a Andernach (Germania), morto mercoledì 9 marzo 1994 a San Pedro, Los Angeles, California (Stati Uniti d'America)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

I furbi

I furbi scendono la corrente come pesci bianchi
sulla cresta d'acque blu, oltre le rapide.
I furbi, con le loro gole e sopracciglia da furbi,
i loro furbi peli nel naso, entrambe le scarpe allacciate, tutte le tragedie cancellate, denti splendenti.
I furbi non si scompongono. Anche le loro morti sono morti al quadrato, furbi furbi furbi.
Hanno case migliori, auto migliori, risate migliori.
Persino i loro incubi sono sogni sgargianti.
Questi furbi ti siedono di fronte, con un sorriso pulito, che li riempe, fianco i capelli sprizzano nitore.
Quanto ho vissuto e quanti ne ho visti.
Sapete cos'è davvero la morte?
È uno di questi furbi rottinculo che ti stringe la mano e ti abbraccia.
Sapete cos'è davvero la morte?
Venite a vedermi mentre allungo la carta di credito
al cameriere disprezzandovi. O peggio.
Composta domenica 27 ottobre 2013
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    Lancia il dado

    Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo
    Altrimenti, non cominciare mai.

    Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo
    Ciò potrebbe significare perdere fidanzate,
    mogli, parenti, impieghi
    e forse la tua mente.

    Fallo fino in fondo.

    Potrebbe significare non mangiare per 3 o 4 giorni.
    Potrebbe significare gelare su una panchina del parco.
    Potrebbe significare prigione, potrebbe significare derisione, scherno, isolamento.

    L'isolamento è il regalo, le altre sono una prova della tua resistenza, di quanto tu realmente voglia farlo.

    E lo farai a dispetto dell'emarginazione e delle peggiori diseguaglianze. E ciò sarà migliore di qualsiasi altra cosa tu possa immaginare.

    Se hai intenzione di tentare,
    fallo fino in fondo.
    Non esiste sensazione altrettanto bella.
    Sarai solo con gli Dei.
    E le notti arderanno tra le fiamme

    Fallo, fallo, fallo.
    FALLO!

    Fino in fondo,
    fino in fondo

    Cavalcherai la vita fino alla risata perfetta
    È l'unica battaglia giusta che esista.
    Composta lunedì 4 novembre 2013
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      Scritta da: Dario Pautasso

      Un uccello azzurro

      Nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
      vuole uscire
      ma con lui sono inflessibile,
      gli dico: rimani dentro, non voglio
      che nessuno ti
      veda.

      nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
      vuole uscire
      ma io gli verso addosso whisky e aspiro
      il fumo delle sigarette
      e le puttane e i baristi
      e i commessi del droghiere
      non sanno che
      lì dentro
      c'è lui

      nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
      vuole uscire
      ma io con lui sono inflessibile,
      gli dico:
      rimani giù, mi vuoi fare andar fuori
      di testa?
      vuoi mandare all'aria tutto il mio
      lavoro?
      vuoi far saltare le vendite dei miei libri in
      Europa?

      nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
      vuole uscire
      ma io sono troppo furbo, lo lascio uscire
      solo di notte qualche volta
      quando dormono tutti.
      gli dico: lo so che ci sei,
      non essere
      triste

      poi lo rimetto a posto,
      ma lui lì dentro un pochino
      canta, mica l'ho fatto davvero
      morire,
      dormiamo insieme
      così col nostro
      patto segreto
      ed è così grazioso da
      far piangere
      un uomo, ma io non
      piango, e
      voi?
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        Scritta da: sagea

        E così vorresti fare lo scrittore?

        E così vorresti fare lo scrittore?
        Se non ti esplode dentro
        a dispetto di tutto,
        non farlo
        a meno che non ti venga dritto
        dal cuore e dalla mente e dalla bocca
        e dalle viscere,
        non farlo.
        E così vorresti fare lo scrittore?
        Se non ti esplode dentro
        a dispetto di tutto,
        non farlo
        a meno che non ti venga dritto
        dal cuore e dalla mente e dalla bocca
        e dalle viscere,
        non farlo.

        Se devi startene seduto per ore
        a fissare lo schermo del computer
        o curvo sulla macchina da scrivere
        alla ricerca delle parole,
        non farlo.

        Se lo fai solo per soldi o per fama,
        non farlo
        se lo fai perché vuoi
        delle donne nel letto,
        non farlo.

        Se devi startene lì a
        scrivere e riscrivere,
        non farlo.
        Se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
        non farlo.
        Se stai cercando di scrivere come qualcun altro,
        lascia perdere.

        Se devi aspettare che ti esca come un ruggito,
        allora aspetta pazientemente.
        Se non ti esce mai come un ruggito,
        fai qualcos'altro.
        Se prima devi leggerlo a tua moglie
        o alla tua ragazza o al tuo ragazzo
        o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno,
        non sei pronto.

        Non essere come tanti scrittori,
        non essere come tutte quelle migliaia di
        persone che si definiscono scrittori,
        non essere monotono o noioso e
        pretenzioso, non farti consumare dall'autocompiacimento

        le biblioteche del mondo
        hanno sbadigliato
        fino ad addormentarsi per tipi come te
        non aggiungerti a loro
        non farlo
        a meno che non ti esca
        dall'anima come un razzo,
        a meno che lo star fermo
        non ti porti alla follia o
        al suicidio o all'omicidio,
        non farlo
        a meno che il sole dentro di te stia
        bruciandoti le viscere,
        non farlo.
        quando sarà veramente il momento,
        e se sei predestinato,
        si farà da sé e continuerà finché tu morirai o morirà in te.

        Non c'è altro modo
        e non c'è mai stato.
        Composta mercoledì 25 settembre 2013
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          Scritta da: mor-joy

          Anormale

          Quando facevo le elementari
          il maestro ci raccontò la storia
          di un marinaio
          che disse al capitano:
          "La bandiera? Spero di non
          vederla più, la bandiera!"
          "Molto bene," gli fu risposto,
          "il tuo desiderio
          sarà esaudito!"
          E lo chiusero nella
          stiva
          e ce lo tennero,
          mandandogli cibo
          di sotto
          e morì laggiù
          senza vederla mai più
          la bandiera.

          Una storia davvero spaventosa
          per dei bambini,
          molto
          efficace.
          Ma non efficace
          abbastanza per
          me.
          Stavo lì seduto a pensare,
          bene, è brutto
          non vedere la
          bandiera,
          ma il bello è
          non dover vedere
          la gente.
          Però
          non alzai la mano
          per dir niente del genere.
          Sarebbe stato ammettere
          che non volevo vedere
          neppure loro.
          Ed era vero.

          Guardavo dritto alla
          lavagna
          che sembrava migliore
          di chiunque.
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