Le migliori poesie di Charles Bukowski

Poeta e scrittore, nato lunedì 16 agosto 1920 a Andernach (Germania), morto mercoledì 9 marzo 1994 a San Pedro, Los Angeles, California (USA - Stati Uniti d'America)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Dario Pautasso

Stile

Lo stile è una risposta a tutto.
un nuovo modo di affrontare un giorno noioso o pericoloso
fare una cosa noiosa con stile è meglio che fare una cosa pericolosa senza stile.
fare una cosa pericolosa con stile è ciò che io chiamo arte.
La corrida può essere arte
Boxare può essere arte.
Amare può essere arte.
Aprire una scatola di sardine può essere arte.
Non molti hanno stile.
Non molti possono mantenere lo stile.
Ho visto cani con più stile degli uomini,
Sebbene non molti cani abbiano stile.
I gatti ne hanno in abbondanza.

Quando Hemingway si è fatto saltare le cervella con un fucile, quello era stile.
Alcune persone ti insegnano lo stile.
Giovanna d'Arco aveva stile.
Giovanni il Battista.
Gesù
Socrate.
Cesare.
García Lorca.
In prigione ho conosciuto uomini con stile.
Ho conosciuto più uomini con stile in prigione che fuori di prigione.
Lo stile è una differenza, un modo di fare, un modo di esser fatto.
Sei aironi tranquilli in uno specchio d'acqua, o tu, mentre esci dal bagno nuda senza
vedermi.
Charles Bukowski
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    Scritta da: Dario Pautasso

    Un uccello azzurro

    Nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
    vuole uscire
    ma con lui sono inflessibile,
    gli dico: rimani dentro, non voglio
    che nessuno ti
    veda.

    nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
    vuole uscire
    ma io gli verso addosso whisky e aspiro
    il fumo delle sigarette
    e le puttane e i baristi
    e i commessi del droghiere
    non sanno che
    lì dentro
    c'è lui

    nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
    vuole uscire
    ma io con lui sono inflessibile,
    gli dico:
    rimani giù, mi vuoi fare andar fuori
    di testa?
    vuoi mandare all'aria tutto il mio
    lavoro?
    vuoi far saltare le vendite dei miei libri in
    Europa?

    nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
    vuole uscire
    ma io sono troppo furbo, lo lascio uscire
    solo di notte qualche volta
    quando dormono tutti.
    gli dico: lo so che ci sei,
    non essere
    triste

    poi lo rimetto a posto,
    ma lui lì dentro un pochino
    canta, mica l'ho fatto davvero
    morire,
    dormiamo insieme
    così col nostro
    patto segreto
    ed è così grazioso da
    far piangere
    un uomo, ma io non
    piango, e
    voi?
    Charles Bukowski
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      Scritta da: sagea

      E così vorresti fare lo scrittore?

      E così vorresti fare lo scrittore?
      Se non ti esplode dentro
      a dispetto di tutto,
      non farlo
      a meno che non ti venga dritto
      dal cuore e dalla mente e dalla bocca
      e dalle viscere,
      non farlo.
      E così vorresti fare lo scrittore?
      Se non ti esplode dentro
      a dispetto di tutto,
      non farlo
      a meno che non ti venga dritto
      dal cuore e dalla mente e dalla bocca
      e dalle viscere,
      non farlo.

      Se devi startene seduto per ore
      a fissare lo schermo del computer
      o curvo sulla macchina da scrivere
      alla ricerca delle parole,
      non farlo.

      Se lo fai solo per soldi o per fama,
      non farlo
      se lo fai perché vuoi
      delle donne nel letto,
      non farlo.

      Se devi startene lì a
      scrivere e riscrivere,
      non farlo.
      Se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
      non farlo.
      Se stai cercando di scrivere come qualcun altro,
      lascia perdere.

      Se devi aspettare che ti esca come un ruggito,
      allora aspetta pazientemente.
      Se non ti esce mai come un ruggito,
      fai qualcos'altro.
      Se prima devi leggerlo a tua moglie
      o alla tua ragazza o al tuo ragazzo
      o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno,
      non sei pronto.

      Non essere come tanti scrittori,
      non essere come tutte quelle migliaia di
      persone che si definiscono scrittori,
      non essere monotono o noioso e
      pretenzioso, non farti consumare dall'autocompiacimento

      le biblioteche del mondo
      hanno sbadigliato
      fino ad addormentarsi per tipi come te
      non aggiungerti a loro
      non farlo
      a meno che non ti esca
      dall'anima come un razzo,
      a meno che lo star fermo
      non ti porti alla follia o
      al suicidio o all'omicidio,
      non farlo
      a meno che il sole dentro di te stia
      bruciandoti le viscere,
      non farlo.
      quando sarà veramente il momento,
      e se sei predestinato,
      si farà da sé e continuerà finché tu morirai o morirà in te.

      Non c'è altro modo
      e non c'è mai stato.
      Charles Bukowski
      Composta mercoledì 25 settembre 2013
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        Scritta da: Carmine Carmine

        Si si

        Quando Dio creò l'amore non ci ha aiutato molto
        quando Dio creò i cani non ha aiutato molto i cani
        quando Dio creò le piante fu una cosa nella norma
        quando Dio creò l'odio ci ha dato una normale cosa utile
        quando Dio creò Me creò Me
        quando Dio creò la scimmia stava dormendo
        quando creò la giraffa era ubriaco
        quando creò i narcotici era su di giri
        e quando creò il suicidio era a terra

        Quando creò te distesa a letto
        sapeva cosa stava facendo
        era ubriaco e su di giri
        e creò le montagne e il mare e il fuoco
        allo stesso tempo

        Ha fatto qualche errore
        ma quando creò te distesa a letto
        fece tutto il Suo Sacro Universo.
        Charles Bukowski
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          Scritta da: Carmine Carmine

          Tira i fili, la marionetta balla...

          Ogni uomo deve capire
          che tutto può sparire molto
          in fretta:
          il gatto, la donna, il lavoro,
          la ruota davanti,
          il letto, le pareti, la
          stanza; tutte le nostre necessità
          amore compreso,
          poggiano su fondamenta di sabbia -
          e ogni causa determinata,
          per sconnessa che sia:
          la morte di un ragazzo a Hong Kong
          o una tormenta a Omaha...
          può essere la tua rovina.
          Tutte le tue stoviglie che si spaccano
          sul pavimento della cucina, la tua ragazza entra
          e tu sei là, ubriaco,
          in mezzo alla stanza e lei domanda:
          mio Dio, cosa succede?
          E tu rispondi: non so,
          non so...
          Charles Bukowski
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            Che te ne fai d'un titolo?

            Non ce la fanno i belli muoiono tra le fiamme:
            sonniferi, veleno per i topi, corda, qualunque cosa...
            Si strappano le braccia, si buttano dalla finestra, si cavano gli occhi dalle orbite, respingono l'amore
            respingono l'odio respingono, respingono.
            Non ce la fanno i belli non resistono, sono le farfalle, sono le colombe, sono i passeri, non ce la fanno.
            Una lunga fiammata mentre i vecchi giocano a dama nel parco.
            Una fiammata, una bella fiammata mentre i vecchi giocano a dama nel parco, al sole.
            I belli si trovano all'angolo di una stanza
            accartocciati tra ragni e siringhe, nel silenzio, e non sapremo mai perché se ne sono andati, erano tanto
            belli.
            Non ce la fanno i belli muoiono giovani e lasciano i brutti alla loro brutta vita.
            Amabili e vivaci: vita e suicidio e morte mentre i vecchi giocano a dama sotto il sole nel parco.
            Charles Bukowski
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              Scritta da: mor-joy

              Confessione

              Aspettando la morte
              come un gatto
              che sta per saltare sul letto
              mi dispiace così tanto per
              mia moglie
              lei vedrà questo
              corpo
              rigido e
              bianco
              lo scuoterà una volta, e poi
              forse
              ancora:
              "Hank!"
              Hank non
              risponderà.
              Non è la mia morte che
              mi preoccupa, è lasciare
              mia moglie con questa
              pila di
              niente.
              Però vorrei che
              lei sapesse
              che tutte le notti
              dormite
              accanto a lei
              anche le discussioni
              inutili
              erano sempre
              cose splendide
              e le più difficili
              delle parole
              che ho sempre avuto paura
              a dire
              ora possono essere
              dette: "Ti amo".
              Charles Bukowski
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                Scritta da: Paul Mehis

                Per la vecchia denti-storti

                Conosco una donna
                che compera continuamente puzzle
                cinesi
                puzzle
                cubi
                cavi
                pezzi che alla fine s'incastrano
                in un ordine
                li completa
                matematicamente
                risolve tutti i suoi
                puzzle
                vive giù in riva al mare
                mette lo zucchero fuori per le formiche
                e crede
                alla fin fine
                in un mondo migliore.
                Ha i capelli bianchi
                li pettina di rado
                ha i denti storti
                e indossa ampie tute informi
                su un corpo che molte
                donne vorrebbero avere.
                Per anni mi ha irritato
                con quelle che giudicavo
                eccentricità - come i gusci d'uovo a mollo
                (per nutrire le piante
                col calcio).
                Ma infine quando penso alla sua
                vita
                e la paragono alle altre vite
                più eccitanti, più belle
                e originali
                mi accorgo che lei ha ferito meno
                gente di tutti quelli che conosco
                (e per ferire intendo semplicemente ferire).
                Ha passato periodi tremendi,
                periodi in cui avrei forse potuto
                aiutarla di più
                perché è la madre della mia unica figlia
                e siamo stati un tempo grandi amanti,
                ma ne è uscita,
                come ho detto
                ha ferito meno gente di
                tutti quelli che conosco,
                e se guardi le cose così,
                beh,
                ha creato un mondo migliore.
                Ha vinto.
                Charles Bukowski
                Composta martedì 21 luglio 2009
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                  I furbi

                  I furbi scendono la corrente come pesci bianchi
                  sulla cresta d'acque blu, oltre le rapide.
                  I furbi, con le loro gole e sopracciglia da furbi,
                  i loro furbi peli nel naso, entrambe le scarpe allacciate, tutte le tragedie cancellate, denti splendenti.
                  I furbi non si scompongono. Anche le loro morti sono morti al quadrato, furbi furbi furbi.
                  Hanno case migliori, auto migliori, risate migliori.
                  Persino i loro incubi sono sogni sgargianti.
                  Questi furbi ti siedono di fronte, con un sorriso pulito, che li riempe, fianco i capelli sprizzano nitore.
                  Quanto ho vissuto e quanti ne ho visti.
                  Sapete cos'è davvero la morte?
                  È uno di questi furbi rottinculo che ti stringe la mano e ti abbraccia.
                  Sapete cos'è davvero la morte?
                  Venite a vedermi mentre allungo la carta di credito
                  al cameriere disprezzandovi. O peggio.
                  Charles Bukowski
                  Composta domenica 27 ottobre 2013
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                    Auto-invitati

                    E va bene, mettimi le mutande al contrario, telefona in Cina,
                    fai volar via gli uccelli,
                    compra un quadro di una colomba rossa e ricordati
                    di Herbert Hoover.
                    Quel che cerco di dire è che 6 delle ultime
                    8 sere abbiamo avuto ospiti, tutti auto-invitati,
                    e come dice mia moglie: "non vogliamo farli restar male".
                    Sicché ci sediamo e li ascoltiamo, certuni famosi
                    e certuni mica tanto, certuni piuttosto svegli
                    e divertenti, certuni mica tanto
                    ma finisce tutto in chiacchiera, chiacchiera, chiacchiera,
                    parole, parole, parole, un garbato mulinello di suoni
                    che rivela innanzitutto solitudine: in un modo o nell'altro
                    chiedono tutti di essere accettati,
                    di essere ascoltati, e ciò è comprensibile,
                    ma io sono uno di quelli che preferirebbe
                    starsene tranquillo a casa con la moglie e i suoi 6 gatti
                    (o di sopra da solo a fare niente).
                    L'impressione è che sia un egoista
                    e mi senta sminuito dalla gente
                    ma non ho l'impressione che loro
                    si sentano vuoti, ho l'impressione
                    che li diletti il movimento
                    delle loro bocche.
                    E quando se ne vanno quasi tutti accennano
                    a un'altra visitina.
                    Mia moglie è carina, li saluta con calore,
                    ha un cuore d'oro, così d'oro che quando, che so,
                    andiamo al ristorante e scegliamo un tavolo
                    lei prende il posto da cui si può "veder la gente"
                    e io quello da cui non è possibile.
                    D'accordo, sono un figlio del demonio;
                    l'intera umanità mi annoia e no, non è
                    paura, sebbene qualcosa in loro mi spaventi,
                    e non è invidia perché non voglio nulla
                    di ciò che loro vogliono, è solo che
                    in tutte quelle ore di
                    parole parole parole
                    non sento niente di davvero buono coraggioso o nobile,
                    e che valga un briciolo del tempo in cui mi hanno impallinato
                    le cervella.
                    Te lo ricordi quando avevi l'abitudine di buttarli fuori
                    dalla porta invece di fargli scaricar le batterie
                    sui tuoi divani,
                    quei tipi malinconici sempre a caccia di compagnia,
                    e ti vergogni di te stesso per esserti arreso
                    alle loro insane fesserie
                    ma altrimenti tua moglie direbbe:
                    "pensi di essere forse l'unico essere umano
                    sulla terra?"
                    Vedete, ecco come il diavolo
                    mi acchiappa.
                    Perciò io ascolto e loro si sentiranno
                    realizzati.
                    Charles Bukowski
                    Composta mercoledì 25 settembre 2013
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