Scritta da: Anna Pacelli

L'albatro

Per dilettarsi, sovente, le ciurme
catturano degli àlbatri, marini
grandi uccelli, che seguono, indolenti
compagni di viaggio, il bastimento
che scivolando va su amari abissi.
E li hanno appena sulla tolda posti
che questi re dell'azzurro abbandonano,
inetti e vergognosi, ai loro fianchi
miseramente, come remi, inerti
le candide e grandi ali. Com'è goffo
e imbelle questo alato viaggiatore!
Lui, poco fa sì bello, com'è brutto
e comico! Qualcuno con la pipa
il becco qui gli stuzzica; là un altro
l'infermo che volava, zoppicando
scimmieggia.
Come il principe dei nembi
è il Poeta che, avvezzo alla tempesta,
si ride dell'arciere: ma esiliato
sulla terra, fra scherni, camminare
non può per le sue ali di gigante.
Charles Baudelaire
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Silvana Stremiz

    Il Vampiro

    Tu che t'insinuasti come una lama
    Nel mio cuore gemente; tu che forte
    Come un branco di demoni venisti
    A fare folle e ornata, del mio spirito
    Umiliato il tuo letto e il regno-infame
    A cui, come il forzato alla catena,
    Sono legato: come alla bottiglia
    L'ubriacone; come alla carogna
    I vermi; come al gioco l'ostinato
    Giocatore - che sia maledetta.
    Ho chiesto alla fulminea spada, allora,
    Di conquistare la mia libertà;
    Ed il veleno perfido ho pregato
    Di soccorrer me vile. Ahimè, la spada
    Ed il veleno, pieni di disprezzo,
    M'han detto: "Non sei degno che alla tua
    Schiavitù maledetta ti si tolga,
    Imbecille! - una volta liberato
    Dal suo dominio, per i nostri sforzi,
    tu faresti rivivere il cadaver
    del tuo vampiro, con i baci tuoi!"
    Charles Baudelaire
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Silvana Stremiz

      Spleen

      Pluvioso, irritato contro l'intera città, versa dalla sua urna
      a grandi zaffate un freddo tenebroso sui pallidi abitanti
      dei vicino camposanto,
      rovesciando, sui quartieri brumosi, la morte.

      Il mio gatto, alla cerca d'un giaciglio sul pavimento agita
      incessantemente il suo corpo magro e rognoso; l'anima
      d"un vecchio poeta erra nella grondaia con la voce triste
      d'un fantasma infreddolito.

      La campana che si lagna e il tizzo che fa fumo accompagnano
      in falsetto la pentola raffreddata; intanto in un
      mazzo di carte dall'odore nauseante,

      lascito fatale d'una vecchia idropica il bel fante di cuori
      e la regina di picche chiacchierano sinistramente dei loro amori defunti.
      Charles Baudelaire
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Silvana Stremiz

        Armonia della Sera

        Ecco venire il tempo che vibrando sullo stelo ogni fiore
        svapora come un incensiere; i suoni e i profumi volteggiano
        nell'aria della sera; valzer malinconico e languida vertigine.

        Ogni fiore svapora come un incensiere; il violino freme
        come un cuore straziato; valzer malinconico, languida
        vertigine! Il cielo è triste e bello come un grande altare.

        Il violino freme come un cuore straziato, un cuore tenero
        che odia il nulla vasto e nero! Il cielo è triste e bello come
        un grande altare; il sole annega nel suo sangue che si raggruma.

        Un cuore tenero che odia il nulla vasto e nero raccoglie
        ogni vestigio del luminoso passato! Il sole s'è annegato
        nel suo sangue che si raggruma, il tuo ricordo in me riluce
        come un ostensorio.
        Charles Baudelaire
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Silvana Stremiz

          Il Sole

          Lungo il vecchio sobborgo, ove le persiane pendono dalle
          catapecchie rifugio di segrete lussurie, quando il sole
          crudele batte a raggi raddoppiati sulla città e i campi, sui
          tetti e le messi, io mi esercito tutto solo alla mia fantastica scherma, annusando dovunque gli imprevisti della rima,
          inciampando nelle parole come nel selciato, urtando
          qualche volta in versi a lungo sognati.

          Questo padre fecondo, nemico di clorosi, sveglia nei campi
          i vermi e le rose, fa svaporare gli affanni verso il cielo,
          immagazzina miele nei cervelli e negli alveari. È lui a
          ringiovanire coloro che vanno con le grucce e a renderli
          allegri, dolci come fanciulli, lui a ordinare alle messi di
          crescere e maturare entro il cuore immortale che vuol
          sempre fiorire.

          Quando, simile a un poeta, scende nelle città, nobilita le
          cose più vili e s'introduce da re senza rumore, senza paggi,
          entro tutti gli ospedali e tutti i palazzi.
          Charles Baudelaire
          Vota la poesia: Commenta
            Questo sito contribuisce alla audience di