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Scritta da: Eclissi

Inno alla Bellezza

Tu vieni dal profondo cielo o sorgi
dall'abisso, o Beltà? Versa il tuo sguardo
infernale e divino, mescolati,
il beneficio e il crimine, e per questo
al vino ti potrei rassomigliare.
Hai nell'occhio l'aurora ed il tramonto;
come una sera tempestosa spandi
profumi; ed i tuoi baci sono un filtro,
e la tua bocca un'anfora, che fanno
coraggioso il fanciullo, l'eroe vile.
Sorgi dal nero abisso oppure scendi
dalle stelle? Il Demonio, affascinato,
come un cane è attaccato alle tue gonne;
spargi a caso la gioia ed i disastri,
e tutto reggi, e di nulla rispondi.
Sopra i morti, o Beltà, di cui ti ridi,
cammini. Non è il meno affascinante,
l'Orrore, tra le tue gioie; amoroso
sopra il tuo ventre orgoglioso danza
l'Omicidio, fra i ciondoli il più caro.
Vola abbagliata verso te l'effimera,
o candela, fiammeggia stride e dice:
"Benediciamo questa torcia! " Anela
l'innamorato chino sulla bella,
e ha l'aria d'un morente che accarezza
la sua tomba. O Beltà, che cosa importa,
o mostro spaventoso enorme ingenuo,
che tu venga dal cielo o dall'inferno,
se mi schiude la porta il tuo sorriso
ed il tuo piede e l'occhio a un Infinito
adorato ed ancora sconosciuto?
Di Satana o di Dio, che importa? Angelo
o Sirena, che importa se mi rendi,
- fata dagli occhi di velluto, ritmo,
profumo, luce, unica regina! -
questo universo meno ripugnante
e questi brevi istanti meno gravi?
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    Scritta da: Marianna Mansueto

    Inno alla Belleza

    Che importa che tu venga
    dall'Inferno o dal Cielo
    o mostro enorme, ingenuo, spaventoso!
    Se grazie al tuo sorriso, al tuo sguardo,
    al tuo piede penetro
    un infinito che ignoravo e che adoro?
    Che importa se da Satana o da Dio?
    Se sirena o angelo, che importa?
    Se si fanno per te - fata occhi, di
    velluto, ritmo, luce, profumo, mia regina-
    meno orrendo l'universo,
    meno grevi gli istanti?
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      Scritta da: Eclissi

      A una passante

      Urlava attorno a me la via assordante.
      Lunga, sottile, in lutto, maestoso
      dolore, alto agitando della gonna
      il pizzo e l'orlo con fastosa mano,
      una donna passò agilmente, nobile,
      con la sua gamba statuaria. Ed io,
      come un folle, bevevo nel suo occhio
      - livido cielo nel cui fondo romba
      l'imminente uragano - la dolcezza
      affascinante e il piacere che uccide.
      Un lampo... poi la notte! - O fuggitiva
      beltà, per il cui sguardo all'improvviso
      sono rinato, non potrò vederti
      che nell'eternità? In un altro luogo,
      ben lontano di qui, e troppo tardi,
      mai, forse! Perché ignoro dove fuggi,
      e tu non sai dove io vado, o te
      che avrei amata, o te che lo sapevi!
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        Scritta da: mor-joy

        Ti Adoro

        T'adoro al pari della volta notturna,
        o vaso di tristezza, o grande taciturna!

        E tanto più t'amo quanto più mi fuggi, o bella,
        e sembri, ornamento delle mie notti,
        ironicamente accumulare la distanza
        che separa le mie braccia dalle azzurrità infinite.

        Mi porto all'attacco, m'arrampico all'assalto
        come fa una fila di vermi presso un cadavere e amo,
        fiera implacabile e cruda, sino la freddezza
        che ti fa più bella ai miei occhi.
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