Scritta da: Ancimelor

Voglio urlare

Voglio urlare
Voglio urlare, fino a quando non mi si squarci la gola
e le ossa delle mie mani stringendole si frantumino
devo dar sfogo al pianto indurito da un ossessionante ricordo privo si sapore
e ora, il sole si vergogni di me, nel darmi il suo calore e la pioggia non lacrimi più sul mio braccio nudo,
perché non può distrarre il mio ventre che brucia di pungente dolore, che sale dal petto e mi spacca il
respiro con soffocante e luttuosa rabbia.
Ora la mia mente, ondeggia, mentre io, vorrei mangiare la terra
poiché sono divenuto folle, stanco e folle e poi, ancora stanco.
Carmelo Mancia
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Ancimelor

    Sull'erba

    Ascolto echi nel vento cantare,
    e nel mio cuore, aspetto spruzzi di stelle.
    Sull'erba disteso, rinfresco il mio viso
    gli alberi grandi mi fanno un sorriso.
    Poi guardo lontano i campi di fiori e di grano
    Sopra di me, veli di nuvole, come carezze di mano
    la luce è violetta, e non c'è più timore
    e dal suo tenue colore io prendo vigore
    battiti d'ali, mi sento chiamare.
    Il cielo mi guarda e la luna bianca mi dice, ora è la sera.
    Un tepore mi avvolge il cuore come un abbraccio.
    Ora sono sereno.
    Poi dall'orizzonte sale il profumo di terra bagnata.
    Non vedo più l'oscuro nero.
    Mi sento sicuro, e vivo davvero!
    E da lontano, il rosa dei monti mi fà ricordare che adesso, è bello sognare.
    Carmelo Mancia
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Ancimelor
      Caldo, dolce, lavorato gridato, lievitato!
      Il pane!, cercato, voluto, sognato, amato e cantato.
      fragranza del tempi passati, il pane combattuto.
      Il pane affamato, desiderato, sputato, vissuto!
      sofferto sudato, rubato, diventato amaro!
      Il pane!, Il pane! Il, pane!
      Il pane buttato! Il pane ancora buttato! e sognato!
      non dato a una mano, lasciato a un'altra mano!
      Il pane, dannato, bruciato, scordato, il pane che sorride!
      anelato è pianto da piccole e grandi e vecchie nere mani...
      Il sapore del pane è un incerto futuro!
      Il pane mangiato! sprecato! prestato! e ammuffito!
      Il pane nero è passato!
      Distante o vicino, un pezzo di pane è sovrano!
      Il pane, formato, salato, imbiancato, profumato!
      Il semplice pane fumante, guardato, assaporato!
      Il pane, mondiale, il pane nazionale! siciliano!
      Un pezzo di pane strappato, respirato e allegro!
      Il pane! per tutti! per quelli! e per noi!
      Il pane, nella bocca di chi non lo vuole!
      Il pane, un boccone che sazia! il pane pesato!
      a casa c'è il pane! vogliamo pane! date pane!
      Il Pane col vino, godetevi il cuore del grano,
      il pane!
      Carmelo Mancia
      Composta sabato 7 maggio 2011
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Ancimelor
        Primavera
        L'aria è pulita e la respiro

        fresca e leggera si muove e i suoi odori espande

        da un velo di vento cullati crescono i teneri rami

        e la luce chiara attraversa i colori dei fiori

        la discrezione esalta le piccole foglie

        continui cinguettii rendono allegro il giorno

        e tutto intorno giochi e risate riempiono il prato.

        Che pace c'è ora!

        una piacevole brezza accarezza il mio viso

        Anche oggi il sole è già alto ed assiste

        al meraviglioso parto della primavera.
        Carmelo Mancia
        Vota la poesia: Commenta
          Questo sito contribuisce alla audience di