Poesie di Carlo Peparello

IT Manager, nato lunedì 22 luglio 1974 a Roma
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Proverbi.

Scritta da: Carlo Peparello

Storie

Storie di confine
dimenticate, scomode
Racconti di tormenti in bianco e nero
di tradimenti e brividi illusori
Di gente che ora non ha più un viso
Storie di incroci pericolosi
di tragedie annunciate
di sorprese e di strade senza uscita
Storie senza inizio nate dalla fine
scritte da nessuno e vissute da sconosciuti
Flash back e deja vu senza un perché
Passi senza semina, echi senza valli
Storie di pensieri morti nel sonno
di soddisfazioni effimere, di ombre e luci
Storie di chi vive o ha già vissuto
Protagonisti senza nome in calce
di comparse che hanno uno scopo
di perché senza interesse
Storie al limite e storie statiche
Vite da raccontare o da dimenticare
Ci siamo dentro, tutti.
Carlo Peparello
Composta domenica 12 dicembre 2010
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    Scritta da: Carlo Peparello

    Contaminazioni

    È un germe che fa appassire
    Cerca l'annullamento ma devi partire
    Spogliarti di foglie morte
    Di falsi ideali e speranze contorte
    Evitare frasi fatte da bocche cucite
    Salutare fresche figure sbiadite
    Non ci si eclissa dalle illusioni
    Non si evitano ninfe e pigmalioni
    Si assorbono scorie e lamenti
    si vomitano ombre ai quattro venti
    Non barcollare davanti al vuoto
    attraversa l'oceano nero a nuoto
    È un pozzo sconfinato pieno di gente
    Vittime del passato e non hanno più niente
    Non appartenere ad insuccessi di altri
    Creati la fortuna e buttala pure nel cesso
    Finché sporcherai le tue di mani
    Potrai sempre sperare in un labirintico domani.
    Carlo Peparello
    Composta martedì 30 novembre 2010
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      Scritta da: Carlo Peparello
      Smetto di appartenere al mondo
      come fosse un vizio corrosivo
      È una questione di certezze mancate
      Mai biasimare chi sfida le fiamme
      Potrai sempre ricordarmi per come non sono
      Un'ombra inquieta che chiede scusa a se stesso
      Non capiterà più che venda la vita al mercato nero
      Preferisco discernere i traguardi dalle soddisfazioni
      Incontrare lo sconosciuto della strada deserta
      Fissarmi sul solitario zampillo di una fontana in disuso
      Dimenticato mausoleo dell'infanzia coperta di fogliame
      Non è tristezza che richiama l'ennesimo autunno
      ma l'eco di uno spirito che ho addormentato senza canzone
      Seguitemi voi che battete le mani a chi parla leggendo
      Non sono verità quelle scritte da altri
      ma solo prospettive abbandonate.
      Carlo Peparello
      Composta domenica 28 novembre 2010
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        Scritta da: Carlo Peparello

        Dio non ti guarda

        Non sputerò mai alla felicità
        Conosco troppo bene il sapore della sconfitta
        Ogni volta metto gli insuccessi in soffitta
        E guardo al domani con crescente attività
        Ma devi fare i conti con mille insidie
        Cuori deboli, dubbi e invidie
        Se sapessero quanto poco ci vuole per trovare l'aurora
        E quanta fatica costi guadagnarsela ancora
        Ti chiedi perché la gente sia cieca e impotente
        Davanti un sentimento così inaspettato e potente
        Forse non ne conoscono la forza ne l'energia
        E guardandosi indietro la lasciano scappare via
        Ma tu scrollati dalle spalle ogni dubbio e rancore
        Non sei tu ad aver perso l'amore
        Ne conserverai per chi saprà ascoltare
        In un gesto, un momento, la freschezza e la forza del mare.
        Carlo Peparello
        Composta lunedì 22 novembre 2010
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          Scritta da: Carlo Peparello

          Revolutiòn

          Era un anno lontano senza più protagonisti
          Mi ricordo di donne ansimanti e fancazzisti
          C'era chi non poteva più sperare in niente
          Chi per non soffrire spegneva la mente
          Era l'anno della rinuncia e della resa
          Non c'erano lacrime per piangere né soldi per fare la spesa
          Le tinte erano opache e sbiadite, senza contorno
          Costava al cuore pompare fiducia e guardarsi attorno
          C'era chi osava avanzare urla e pugni al vento
          chi con le giacche strappate era vigile e attento
          Bastava una scintilla e le pecore avrebbero lasciato il posto
          a giovani leoni dal viso scolpito che stringevano un testo
          Parole di riscatto vergate da mani morenti
          Scardinavano coscienze e aprivano menti
          Ne fui protagonista di quel nuovo vigore
          di come mandammo a fanculo la legge e il rigore.
          Carlo Peparello
          Composta sabato 20 novembre 2010
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