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Poesie di Bruno Centomo

Nato a Schio
Questo autore lo trovi anche in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Bruno Centomo

Mia figlia ha molte madri

Hai molte madri.
La prima è il cielo che dilegua i confini,
non teme i vuoti della notte,
i gemiti dell'abbandono.
C'è poi la terra, dentro cui hai messo
radici esili, ma caparbie per affrontare il domani.
È la tua terra di Colombia che hai lasciato,
per accodare il tuo al nostro destino.
La trattieni per sempre tra le dita,
ne graffi con gli occhi i solchi seminati:
ricordo e preghiera ne rimandano l'odore.

C'è la mamma che ti ha fatto nascere,
e baciata con lacrime sottili,
carezzata con le stesse mani
che ti hanno dovuta poi lasciare,
slegare alle nubi, riparare alla sorte.

Come ciottolo nel fiume hai navigato,
nella corrente respirato, oltre ogni rancore.
e dunque sono arrivata io,
madre che indugiava sul tuo nome,
sopra le domande da levigare,
gli inascoltati sogni da proteggere.
Mi hai insegnato che bastava solamente
ascoltare con te i piccoli passi ai crocevia,
i rumori delle fioriture, le piume frementi
che al cielo si distendono.

Hai molte madri, sì: è il tuo peso sulle spalle,
ma anche la tua taciuta forza.
Sono voci ed ala, guscio e germoglio.
Diverranno albero, foglia e volo
in luoghi così distanti.
Saranno amore per ogni tuo silenzio.
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    Scritta da: Bruno Centomo

    A te è profilo

    A te è profilo
    questo giallo orizzonte,
    che terra e luce cullano,
    chiarezza dipingendo
    a piogge e venti.

    Sotto neve che urla
    e ingabbia grida per domani,
    il tuo silenzio tutto trattiene,
    affinché la cadenza estrema
    di soli e lune
    renda in dono agli amanti
    fiato nuovo e presagio d'eternità.

    È rumore di un amore dormiente,
    brina tatuata alle rose,
    svelati abbracci e carezze
    sopra l'oceano luminoso
    che barche di carta
    percorrono caute.

    È l'ultimo bacio prezioso
    che nodoso rosmarino
    dona al girasole già ripiegato
    tra le secche foglie.
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      Scritta da: Bruno Centomo

      Film d'amore (con tanti baci)

      È strano darti un bacio stando
      avvinghiati sulle poltroncine rinnovate
      del patronato di quand'ero ragazzo,
      fin che sullo schermo passano
      sparatorie di cow-boy
      e le frecce trapassano il telo.

      Ho in ostaggio il tuo viso,
      la bocca serro con labbra salate
      di mistero, occhi di thriller,
      goffaggine d'avventura in pantofole.
      L'amore imperfetto dunque soffia,
      sbraita, ansima, soffoca?

      Non c'è rimorso, paura che s'attardi,
      ci separi dal saltellare incerto
      d'ombre rosse e maggiordomi colpevoli.
      Si misura, ad ogni esistenza negata,
      la distanza impossibile tra vita e morte
      prima di un duello diretto da Sergio.

      Uno sparo di troppo farà, d'improvviso,
      cambiare genere.
      Dentro innocuo film di cartoni
      dovevamo posare.
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        Scritta da: Bruno Centomo

        Io, se i colori, io

        Se i colori stessero a indicare
        tutti i sentimenti d'un uomo,
        come rabbia e paura distingueresti
        da dolore e angoscia, da amore e memoria?
        Prenderei i tuoi capelli che ingrigiscono,
        la pelle che s'abbuia, le mani che si riempiono
        di dure macchie scure e sorriderei allegro.
        Prenderei una foglia d'autunno,
        e aspetterei vederla arrossare e marcire
        lentamente sopra la terra coperta di neve.
        Piangerei piano, nascondendo le lacrime.

        Eppure tu hai nome, lo ricorderò per sempre.
        Questa foglia sarà terreno fertile
        per altra pianta, altri fiori, nuove parvenze.

        Capisco che anche i colori hanno nome:
        ce ne sarà uno, scortese e inusato
        che rappresenterà la pietà per me.
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