Scritta da: Antonio Recanatini

Il copione sul palco

Un palco vuoto e la maschera a terra,
le luci spente ed un sogno finito,
riprendere ogni istante abbandonato
e ad occhi aperti mimare il tuo bacio.
Una nuova profezia da inseguire e
dentro il dolore che si infrange
sul mio stomaco, lasciando solo piaghe.
Bramare ed inseguire la tua corsa,
disinteressarmi a me per non morire.

Adoperarsi per mascherare ogni segno,
sentir pulsare il cuore come un'agonia
e quell'infame fine dopo l'ultimo applauso
segue qualche perduta, sfibrante smania.
Ricostruire senza la forza di alzarsi,
senza un suono da inventare
solo con il mio profumo di menta, e poi
ancora aridi deserti sparsi nell'orizzonte.
Ancora un ultimo saluto, meglio di no,
un degradante rifiuto per poter sbuffare.

All'impazzata percorrere strade conformi
disintegrando ogni desueto canto, poi
implorare la mia calma a tenere banco.
La luce non ritorna, il teatro ha finto
l'ultimo lamento e la platea è dentro
il letto, raccoglierò l'indegno copione.
Antonio Recanatini
Composta martedì 19 aprile 2011
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    Scritta da: Antonio Recanatini

    Allora rido

    Non mi fanno effetto
    le luci del mattino e
    le notti stellate a riva.
    Non mi fa effetto
    la sabbia che rallenta
    la mia corsa verso il mondo.
    Non mi fanno effetto
    quelle costruzioni a riparo,
    quei selciati per poter passeggiare.
    Sarò quel sarò, ma vivo anch'io.
    Non mi emoziona
    quel flebile pensiero che
    s'appassiona di fronte a te.
    Non mi emozionano
    le mete raggiunte nei lembi
    delle tue lenzuola aromatiche.
    Non mi emoziona
    il verso costretto in un abbaino
    riverso nell'isterismo colossale.
    Non ho abbastanza tempo per spiegarti
    e non avrai premura per capire.
    Non ho più paura
    sia soppressa la mia ultima nota
    sia perpetrata l'infamia.
    Allora rido, allora piango,
    allora bevo, allora godo,
    allora sogno, allora scappo.
    Antonio Recanatini
    Composta sabato 17 gennaio 2009
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      Scritta da: Antonio Recanatini

      S'alzerà il vento

      Prima o poi s'alzerà il vento e
      a te, accomodante del tempo,
      non basterà alzarti il bavero.
      Il vento s'alzerà e ci saranno
      milioni di guerrieri affamati
      in cerca dello scalpo dei ricchi,
      dei mediocri e svenduti di rione.
      Prima o poi il vento s'alzerà
      spazzerà via la notte di periferia,
      bottiglie e bicchieri voleranno
      e il cordone di camicie nere sarà
      bruciato, arso ritornando cenere.
      Il vento s'alzerà e sarà un lusso
      rimanere in equilibrio nelle folate,
      non esisteranno argini immensi
      non basteranno funi a sostegno.
      Il vento sarà un vulcano in eruzione
      e il sangue dei corrotti servirà
      per dipingere strade e villini.
      Il vento sarà implacabile e
      sprofonderà negli abissi
      il ghigno dei potenti e lussuriosi.
      Spogliati oggi prima che ti spogli il vento.
      Antonio Recanatini
      Composta sabato 1 gennaio 2000
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        Scritta da: Antonio Recanatini

        Quando te ne andrai

        Quando te ne andrai di qui
        io avrò solcato il confine dell'inferno
        il resto sarà arso
        rimarrà solo cenere
        che si disperderà nel vento

        Quando te ne andrai
        i randagi non torneranno più,
        i muri saranno imbiancati
        e il sole non passerà più
        neanche per un saluto.

        Quando te ne andrai di qui
        molti vecchi siederanno a raccontarti
        molti fiori appassiranno
        e neanche l'alba
        potrà più vederti.

        Quando te ne andrai
        le tue lacrime baceranno
        i miei occhi chiusi
        la mia mente spenta e
        il mio coraggio da selvaggio.

        Quando te ne andrai di qui
        ci sarà una tempesta
        pochi amici sorveglieranno
        quel che rimarrà dei giorni
        quel che rimarrà della notte.

        Quando te ne andrai
        ogni miraggio sarà disperso
        ogni languore diverrà poltiglia,
        non ci saranno bis perché
        lo sbruffone avrà dato l'ultimo saluto.

        Quando te ne andrai di qui
        i lampioni si spegneranno
        la notte sarà infinita
        ogni poesia brucerà con me
        nell'attesa di risorgere.
        Antonio Recanatini
        Composta giovedì 1 giugno 2000
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          Scritta da: Antonio Recanatini

          Dimmi

          Dimmi dove sei diretta o dimmi ancora
          dove siamo diretti e poi dimmi quanti
          baci dovrò darti per far tornare il sorriso
          Prima che quel velo amaro ristagni
          dimmi che ballo vorrai fare, io sono qui.
          Da lassù provengono le nuvole e allora
          dimmi dove potremo ripararci ancora,
          dimmi quante volte mi hai sognato,
          dimmi quanti pianti hai versato e
          ancora dimmi se la notte dormi,
          ma continua a ballare con me.
          Sto virando verso mete immense,
          sto deviando il senso di marcia
          quindi dimmi se mi sorreggerai
          se qualche volta sarò distratto,
          se qualche volta non potrò ascoltare.
          Vorrei sempre girarmi ed incontrarti
          non guarderemo la cima ma il passaggio,
          non guarderemo i confini ma l'essenza
          veglieremo ogni passione nella notte
          perché per tutto il giorno vorrei
          ascoltarti e sempre ballare con te.
          Dimmi quando arriverai perché
          verrò ad accoglierti in tutti i luoghi
          mia laconica incertezza.
          Antonio Recanatini
          Composta giovedì 13 gennaio 2000
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