Poesie di Antonio Fabi
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo e in Indovinelli.
Fischi il vento, bella. Ciao
Non scorderemo Piazzale Loreto;
e neppure San Sabba e Marzabotto,
e i tanti massacrati di Fragheto.
Non potrà essere arso o corrotto
il Libro atroce della verità.
Aveste in dono la nostra pietà,
che ricambiaste con la recidiva;
è quella pancia ancor gravida e viva.
Così Brecht ammoniva
gli uomini liberati da quel mostro.
Ora il dovere di schiacciarlo è nostro.
Siete educato e gentile, signore,
Tanto colto da far rabbrividire.
Ritengo sia per tutti un grande onore
Ottener di potervi riverire.
Non scherzo con chi adopera tal rigore,
Za!, purché non vi sembri troppo ostico
Osservare e capire un breve acrostico.
Hai strangolato i miei aneliti
con le tue mani affusolate e deboli
mentre m'illudevo di raggiungere il cielo
che avevo visto splendere nei tuoi occhi.
Avevi dato alle mie mani
alle mie membra sfinite e sudaticce
al mio desiderio veemente
una chiave d'oro.
Ed io pensavo di dominare
l'universo stesso
solo contemplando
te
simile a dea pagana
crisoelefantina.
Ero un pagliaccio
non mi hai ucciso.
Peggio così.
Sonetto disanimato policaudato
Anima sciocca, insapore e melensa,
resta lontana dai miei territori,
che si governano senza censori,
senza la lagna tua, viscida e densa.
Con altri làgnati rei peccatori,
e di costoro frequenta la mensa;
và dalla gente che tanto ti incensa,
và ad esaltare patetici amori.
Tu mi tormenti anche a mezzo di terzi:
"Se non hai l'anima la vita è brulla;
son privi d'anima questi tuoi scherzi".
L'animo mio, eppur, si trastulla,
benché io l'anima sempre la sferzi,
ch'è laida vecchia, non pura fanciulla.
"Ma così sei il nulla!",
esclama qualche amico spaventato.
Uff! Comprerò un bel bastone animato;
così il Commissariato
attesterà, con l'autorizzazione,
che un'anima possiedo nel bastone.
Grandezza di una dinastia
Il grande imperatore Vespasiano
è noto che fu sempre molto attento
ad ogni forma di risanamento
nell'edilizia e nell'arredo urbano.
Un piccolo grazioso monumento,
da tempo atteso dal consesso umano,
tanto dal ricco quanto dal villano,
fu il simbolo di tal rinnovamento.
È più famoso questo o il Colosseo?
È più importante dell'Arco di Tito?
Dipende dalle circostanze, Leo.
Se, per esempio, dopo un bel convito,
rincasando ti preme il troppo lieo,
il vespasiano è certo preferito.
E, quando avrai finito,
libero e vuoto dirai, come gli avi,
"Quanto furono saggi questi Flavi!".