Scritta da: Nastjia

Profumo di vita

Un guizzo,
un balzo,
uno zufolo,
zampetti nei miei pensieri,
rituffi la mia anima in quel di ieri
e poi ti perdi,
e mi smarrisci
e mi abbandoni...
Sei la speranza cieca di un giorno,
il sogno mancato e rischiarato all'alba,
il delicato sospiro di un quesito mai posto...
Chi sei tu
per far dubitare il mio cuore?
Quale dolce calore
irradia dalla primavera dei tuoi occhi?
Nuove catene hai allacciato intorno a me
ragnatele invisibili ostacolano i miei orizzonti
Di nuovo tremo di questo tremore d'amore
ma di amore si tratta?
Non è piuttosto il sollievo dell'apparir di nuovo viva,
il sapor di frutti attesi, o sospirati, o vaneggiati?
Vedo giungere all'orizzonte:
l'immensità del cielo
nuvole bianche,
si rincorrono in un gioco senza tempo
Fragile, piccola, sola
mi sento...
Non di amore si tratta
ma d'illusione
in essa mi avvolgo,
chiudo gli occhi turbata
e sogno...
Anonimo
Composta martedì 13 marzo 2012
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    Scritta da: Nastjia

    Dopo la paura della notte...

    Un respiro,
    lungo come il giorno,
    mi pervade l'anima.
    È ghiaccio al sole
    questa paura che scompare.
    È soffice nebbia
    che levatasi nelle tenebre della notte
    si dissolve,
    alle prime luci dell'alba.
    Sollevato il velo,
    la vita riprende
    e nella luce splendente
    di un nuovo giorno
    cammino dolcemente...
    Anonimo
    Composta venerdì 17 febbraio 2012
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      Scritta da: Nastjia

      Quando scende il buio

      Nugoli di parole
      paion polvere
      nella mia anima scomposta...

      Una sonata macabra
      è questo trillo
      che afferra e distrugge
      e ferisce,
      e di nuovo lacera
      quel che resta del sé.

      Non esiste alcun sapore, odore o tepore
      che possa contrastare
      questo cupo canto di te
      morte,
      compagna dei miei sensi,
      vita sfrontata,
      puttana!

      Chino il capo vinta...

      Fredde catene di niente
      ci legano,

      in un abisso senza fondo
      si consuma la mia follia.
      Anonimo
      Composta giovedì 16 febbraio 2012
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        Quella assurda attesa

        Era d'estate la sera caldo il clima
        tepore fresco del girasole in fiore
        monti e montagne sui pinti tibetani
        io davanti con cappello
        bastone
        sciarpa magenta
        cappotto di montone
        pantaloni attillati verde oliva
        scaldamuscoli
        scarpe da montagna
        avevo uno sguardo sicuro ed andavo avanti
        sentendo il canto dell'acqua e del vuoto
        ed il silenzio della mia famiglia dietro di te Filippo.
        quel tunnel fiorito di primavera era un passaggio
        di cui conoscevo solo io trucchi e segreti
        mille fiori fioriti come cupole ed abbracci proibiti
        sentivo il tuo battito andar più veloce
        camminavo col basto che mi fece la voce
        di nuvole all'orizzonte di vecchi professori
        ed ecco che per passione
        mi sto trasformando in cigno...
        Anonimo
        Composta domenica 12 febbraio 2012
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