Scritta da: Silvana Stremiz

Tra natura e musica

Come il pesce sguazza nell'acqua
cosi le tue mani corrono veloci
sulla tastiera di un pianoforte.

Inneggiando al senso sublime
di una musica, mentre la
tua mente concentrata cerca di
esplodere in conseguenza
di una dolce o grave sensazione.

Così la natura si ribella, come
la tua femminilità.

Applausi sinceri per questa
tua esibizione.
Anonimo
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Ti desidero

    Ti desidero a tal punto di
    volerti possedere, come a te piace
    e di farti provare sensazioni mai provate prima.

    Quindi di farti urlare di piacere, così alla mia lontananza,
    ricordarti di me.

    Ma 1 'amore si esprime anche in questo modo,
    non mi importa di quello che penserà
    e dirà la gente, ed allora prego ed aspetto con ansia
    che venga un giorno,
    in cui potremmo farlo sempre a tal punto
    che tu dovrai dire:
    ti prego basta,
    ho bisogno di riposare.

    E svegliarsi il mattino seguente tutta felice
    questa è la prova di un vero rapporto.
    Anonimo
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Ti credevo sincera

      Ti credevo sincera, amore mio,
      io ti ho dato tutto me stesso,
      perché mi fai soffrire?
      Basta una parola, per dirmi
      che non hai bisogno di me.

      Stai distruggendo questa nostra amicizia,
      scusami se ti parlo così.
      Forse è colpa mia, ma non riesco a
      non pensarti e a stare lontano da te.
      Lo so che non sono quello che ti aspettavi,
      quindi ti prego sii sincera con me, sai
      sono abituato ad avere batoste nella vita.

      Come dice il vecchio proverbio: "C'è chi nasce con
      la camicia, e chi senza".
      A questo punto non mi resta altro che
      affidarmi nelle mani di Dio.
      Anonimo
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        Scritta da: Silvana Stremiz

        Un'altra vita

        Cercare un'altra vita,
        formarsi una morale,
        senza pregiudizi della gente.
        Sentirsi ancora vivo, per arrivare
        d ottenere il pieno raggiungimento della vita.
        Cercare una speranza a cui potersi aggrappare,
        quindi cercare quello che non ho avuto mai.
        Vorrei vedere solo il mare, e a te poi
        gridare, la mia solitudine, la
        voglio cacciare.
        Per poter con te restare,
        nell'aurora dell'amore.
        Anonimo
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          Scritta da: Silvana Stremiz

          Al costruendo monumento alla Pace

          I poveri viaggiano scalzi e non temono le pietre taglienti
          macigni pesanti sono i passi sopra la sabbia
          e tra i gialli dei soli infuocati muoiono senza lamenti.

          Non bastano
          i monumenti alti come montagne
          di ossa e di carni torturate
          che rivendicano
          il loro diritto a sentire
          il silenzio infinito e solo quello.

          Non bastano
          i corpi trucidati e spogliati
          violentati e mutilati
          che i megafoni della storia
          in un lamento di paura senza fine
          trasportano oltre la periferia del cielo.

          Non bastano
          Le rose né le rugiade
          se gli sciacalli preferiscono sprofondare
          le bocche dentro le carni aperte
          per non sentire
          nemmeno i più sottili lamenti intrappolati

          Non bastano
          Wounded Knee - Dachau - Hiroshima
          Sabra - Shatila - Al-Ameriya - Saraievo
          monumenti alla tristezza sacrosanti e unici
          costruiti da viscere di vergogna
          e da milioni di voci strozzate dai carnefici.

          Non bastano
          gli scellerati tabernacoli del razzismo
          se le cimici invadono il mondo
          scandendo i tremori della carne
          nelle infinite malinconie di occhi
          inzuppati di pianto.

          Non bastano
          gli stadi enormi della repressione
          ridotti a carnai
          le città bombardate e quelle bruciate
          i forzieri delle banche che ingoiano
          le ricchezze rubate all'umanità.

          Non bastano
          Le insaziabili voracità delle ambizioni
          che progettano spudorati monumenti
          e vendono miserabili feticci di m-e-r-d-a
          sugli altari sacrificali
          della dolcezza umana.

          Non bastano
          gli ocra e i rosa della sera
          né i bianchi e gli azzurri del mattino
          e nemmeno i blu profondi della notte
          a fermare per un attimo
          la danza della morte.

          Non bastano
          che la pace e la vita
          siano ancora i sani tormenti dell'eternità
          senza bisogno di obelischi
          ma fogne giganti come celle
          per l'orda impetuosa di furbi.

          Non hanno pietà gli uomini con le facce di pietra
          cavalcano la morte e dileggiano la vita
          strafottenti rivoltano nel brago anche l'amore.
          Anonimo
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