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Scritta da: Silvana Stremiz
È l'alba, un nuovo giorno nasce
porta con se gli incubi notturni...
e... le dolci parole sussurrate

porta anche me in questo nuovo giorno
senza che io le avessi chiesto niente
sarà un regalo o giusta punizione
vivere ancora un giorno in questo "orrore"

ed impotente vivo queste ore
pensando a tutto ciò che non è stato
alle promesse che mi sono fatto
a quante infine... non ho mantenuto

ed a te penso fanciullo sorridente
che nella vita muovi i primi passi
ti chiedo scusa per ciò che non ho fatto

volevo prepararti... un... mondo migliore
con tanta presunzione ci ho provato
e solo quando guardo nei tuoi occhi
mi dico bravo... si... ci sei riuscito.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    È l'alba, un nuovo giorno nasce
    porta con se gli incubi notturni...
    e... le dolci parole sussurrate

    porta anche me in questo nuovo giorno
    senza che io le avessi chiesto niente
    sarà un regalo o giusta punizione
    vivere ancora un giorno in questo "orrore"

    ed impotente vivo queste ore
    pensando a tutto ciò che non è stato
    alle promesse che mi sono fatto
    a quante infine... non ho mantenuto

    ed a te penso fanciullo sorridente
    che nella vita muovi i primi passi
    ti chiedo scusa per ciò che non ho fatto

    volevo prepararti... un... mondo migliore
    con tanta presunzione ci ho provato
    e solo quando guardo nei tuoi occhi
    mi dico bravo... si... ci sei riuscito.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      S'aprono i sipari
      sulle ardenti giornate
      giocate
      dalle corse nevrotiche
      della gente
      illusa di tornare
      alla normalità.

      Quale normalità?
      Crediamo veramente
      che agitarsi e smaniare
      sia un vivere quotidiano?
      Crediamo davvero
      che tornando a casa
      possiamo essere sereni?

      Quante tossine accumuliamo
      durante le nostre giornate
      "serene" di stress?
      Quale felicità
      ha il colore del sangue?
      Guardando la nostra società
      sembra normale.

      Quesiti irrisolti…

      Con le parole
      tutti alzano i toni,
      non si rendono conto
      della vuotezza
      del loro essere.

      Parole accomunate
      alla pochezza
      che inneggia
      orde barbariche
      annunciando
      lo sgretolio del mondo
      delle idee.

      Forse è proprio così
      é una società barbara
      la nostra
      occultata dall'ombra di simboli,
      di parole vuote
      prive di realizzazioni.

      Esistono parole
      di azioni concrete
      almeno così ci pare –
      effigi della Società
      ad alti livelli
      con termini ridondanti
      che riempiono le bocche,
      di difficile comprensione…
      e di pronuncia
      per conferire un crescendo
      a questa inconsistente vita.

      Qui nasce il problema:
      vivere d'immagine.

      Abbiamo smarrito
      il senso della realtà
      già oggi
      tutti credono di conoscerne
      il significato
      ma nessuno osa pronunciarsi.

      Non aiuta a nessuno
      essere ciò che non si è,
      ma è più comodo.
      Possiamo nasconderci
      senza ascoltare
      la nostra coscienza.

      Termini come Etica e Morale
      diventano una favoletta per bambini.
      Si genera il pensiero
      d'inutilità pubblica:
      a concretizzare la nostra vita
      ci vuole ben altro.

      Ma cosa?
      nessuno mai
      lo ha ancora
      scoperto…

      Così nascono i mostri
      dentro di noi:
      il lato oscuro dell'uomo.

      Vien da rabbrividire
      quando si scorgono persone
      meravigliate
      nel leggere la cronaca nera.

      Ecco presentarsi
      innanzi ai loro occhi
      la cruda realtà
      della società in cui viviamo:
      dove vivono
      queste persone?

      Noi generiamo cultura
      tanto quanto la uccidiamo.

      Se qualcuno mi chiedesse
      di dar definizione
      del genere umano
      potrei solo dire:
      "è un'anima contraddittoria".

      È difficile comprendere
      il genere umano
      che è tanto attaccato alla vita
      al punto d'amarla
      tanto intensamente
      da compier la folle gesta
      d'interromperla bruscamente.

      Ovunque andiamo
      non tolleriamo
      i nostri simili
      eppur noi
      vogliamo essere tollerati.
      È questo che vuol dir tolleranza?

      Spero che non siamo confusi
      fino a codesta maniera!

      In ogni società
      si nascondono spiriti buoni.

      È una gioia
      accorgersi
      che potenzialmente
      siamo tutti buoni…
      quando siamo soli.

      Il dover apparire
      ad ogni costo
      ed in ogni situazione
      minimizza
      la nostra essenza
      fin quasi a farla scomparire.

      Se avessimo il coraggio
      d'essere introspettivi
      leggeremmo talune faccende
      che non ci piacerebbero affatto.

      Eppur siamo tutti criticoni,
      polemici e sentenziatori,
      se solo ne avessimo sentore
      credo che nessuno parlerebbe più.

      Abbiamo la malfatta abitudine
      di non pensare ciò che diciamo.
      Spesso la pensiamo
      credendo che pensare
      sia la prima cosa
      che ci viene in mente.

      C'era una volta…
      o forse non c'è mai stata
      quella volta
      che abbiamo creduto
      ad una favola realtà.

      Oh, una favola… che orrore!

      Il sol pensiero
      di vivere una favola
      ci spaventa.

      Non abbiamo più
      il gusto del bello:
      abbiamo deformato
      un intero sistema
      per eliminarne ogni traccia.

      Rompere un sistema
      non è un cedimento
      dell'esistenziale
      che annichila il decoro:
      ci facciamo usare
      da un sistema generato
      dal consumismo,
      da un credo
      che nasce in noi
      propulso dalla voglia
      di emergere
      da un mondo
      che ci calza
      un po' stretto.

      Il sistema generato
      porta a vantaggio
      una cerchia ristretta di persone
      che possono soggiogare
      una società intera
      strumentalizzandola
      creando stereotipi plasmabili.

      Così nascono le mode
      di varia natura e genere.

      Un mondo subdolo
      che fa di noi
      una massa informe
      monòtono.

      Non siamo noi
      a voler tutto questo?
      Allora perché
      sento tanti lamenti?
      Forse è meglio chiedersi
      chi sono
      questi "Noi"!

      Ci accorgeremmo
      che due anime
      vivono
      nello stesso corpo
      come fossero due persone
      sotto lo stesso tetto.

      Allor si pone
      un dilemma:
      e se esistessero
      due mondi paralleli
      per le nostre anime?
      Non è che per caso
      le abbiamo solo invertite?

      Questo nostro dilemma
      lasciamolo scorrere
      ripromettendo un'analisi
      in un altro tempo.

      Per ora rimane
      capire
      qual è
      il senso della realtà,
      e se mai
      l'accettiamo così
      come la reazione
      dei nostri comportamenti
      che l'ha generata.

      In questo opaco mondo
      c'è la possibilità
      di far risplendere i colori
      per la loro naturale bellezza
      se solo ci fermassimo
      un attimo a pensare
      scavando dentro di noi
      nel pozzo
      dei nostri desideri,
      dei nostri sogni.

      Vivere in una favola
      non è difficile
      basta uscire
      da un mondo
      che non senti tuo.

      Per necessità
      vivere marginalmente
      la società
      senza distaccarsene.

      Ai confini della realtà
      delle volte
      si è
      quando la si vive
      intensamente.

      Riscoprire l'Amore
      in tutte le sue forme…
      e colori.

      Riesumare la propria anima
      riaccendendo la passione
      ci farà scoprire
      un mondo apparentemente nuovo,
      ma che è sempre stato il nostro.

      La vita di società
      eticamente e Moralmente
      perfetta
      non esiste,
      ma esiste
      un'Etica morale
      e una Morale etica
      ai quali siamo inclini:
      fa parte della nostra natura.

      L'uomo è contraddittorio
      ma è pur sempre un'anima
      dal candore maculato:
      nessuno è perfetto!

      Dosare le informazioni,
      leggere fra le righe
      l'immagine che ci vogliono imporre
      traccerà il cammino
      di uomini liberi.
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        Scritta da: Silvana Stremiz

        Pace

        Amarono tanto la pace
        che prepararono una guerra
        amarono tanto la pace
        che prepararono un esercito forte
        per scoraggiare chi voleva la guerra.

        Amarono tanto la pace
        che la racchiusero in una bandiera
        amarono tanto la pace che
        marciarono per difenderla
        ma difesero solo se stessi
        da un mondo pieno di guerra.

        Forse un giorno ameranno tanto la pace
        da non avere bisogno di difenderla.
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          Un'afosa giornata d'estate,
          sole che scotta,
          autostrade intasate.
          Tutti pronti a partite,
          tutti tranne uno,
          un cucciolo scomodo
          che è solo d'impiccio.
          Non sai dove lasciarlo
          e non lo vuoi con te,
          adesso cosa fare?
          Ma si, hai già deciso,
          lo vuoi abbandonare!
          Indifeso, sul ciglio della strada,
          rischierà la vita
          ma non t'importa
          è meglio la vacanza tanto ambita.
          L'hai illuso,
          gli hai spezzato il cuore,
          sei tu il vero animale!
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