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Scritta da: Silvana Stremiz

Mi Sveglio

Mi sveglio
Forse un fruscio
Forse un rumore
Forse nulla
Forse tu

La tua voce nel buio
Scivolo verso te
Ti abbraccio
Non so che ora sia
Non ha importanza
Non ti chiedo perché non dormi
Non è necessario

Mi abbandono alle tue labbra
Alle tue mani
Ti osservo: sei bella
Allontano i tuoi capelli
che mi piovono sul viso
mi cerchi e mi hai
inizio ad accarezzarti
tu non opponi resistenza

mi sveglio ancora, sai
ogni notte
non ti cerco più
piango un po'

nemmeno molto
i grandi singhiozzi sono esauriti
non ti cerco perché non ci sei
complementari in tutto… e poi

io che non riesco a darti il mio corpo
tu che non puoi darmi il tuo cuore
io che non ho più la mia anima
tu che mi rendi il mio amore

una somma sbagliata
che non dà risultato
una corsa che sfinisce, vana

ti ho chiamata
forse le mie ultime parole
le ha dettate il rancore
non mi riesce di considerarmi un errore
un senso di colpa
una fatica
non è facile liberarsi di te

forse mi sveglierò anche stanotte
impedendomi di cercarti
immaginandoti
e desiderando che oltre il buio ci sia tu
mi raccoglierò stretto al tuo fianco
ad aspettare il mattino
un altro giorno ancora.
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Angeli persi

    Il tempo cancella i ricordi
    ma gli angeli chiusi nel mio
    cuore, non potrà mai
    cancellare,
    l'amore è più forte di lui
    e sfida il mio cuore rigonfio
    d'amore per piccoli fiori
    che amo.
    Per loro farei ogni cosa
    per loro darei la mia vita
    li amo, li adoro, ma sono
    lontani rinchiusi in un
    guscio sbagliato,
    dove il mondo per loro
    è ristretto in un cerchio
    limitato nel tempo e nello
    spazio,
    ali grandi e nere, limitano i
    loro cuori e le loro menti,
    sono fiori che soffrono,
    perché non possono amare
    le persone più care,
    perché non possono godere
    di parole dolci, di abbracci
    teneri e affettuosi,
    perché non possono ne
    amare ne ricevere le gioie
    che la vita gli aveva donato.
    Perché privati dell'amore
    paterno, l'amore dei nonni,
    che sempre aspettano,
    quei fiori, che forse più non
    rivedranno, perché quelle
    ali grandi e nere li hanno
    portati via.
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      A Roberta

      Ricordo dei nostri passi
      mentre il sole spariva dietro alle nuvole
      e la pioggia bagnava i nostri corpi
      e s’asciugava colpita da caldi abbracci.

      Ricordo la fuga di noi bambini
      presi dallo stupore e dal pianto celeste
      quando ritorno fu per me ricompensa
      e m’allietasti di giorni e di caparbie strette.

      Ricordo le note di una canzone triste
      e di quel ultimo addio tanto umiliato
      mentre danzando bagnavi le mie membra
      versando lacrime d’amaro sospiro.

      Ricordo mia cara Roberta…
      …e mai scorderò.
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        Scritta da: Silvana Stremiz

        Un solo giorno di libertà

        L'affannato rossore di un ragazzino
        scoperto con altro;
        le mani impudiche nascoste allo sguardo,
        gli occhi scostati dall'amato Coraggio.
        La paura incede nell'animo puro,
        le membra ha rimosse dal corpo violato,
        ma gli occhi piangono d'amore e vergogna.
        Vergogna di uomo che trova l'amore
        nel modo sbagliato:
        dolore e piacere che uniti nel gioco
        hanno offerto alla vita il primo risveglio.

        Un atto marcato, bollato immorale,
        che scelta difficile voleva fare!
        A casa sconforto, pianti e ignoranza,
        la vergogna monta e il redimersi avanza.

        La felicità, agognata e sfiorata
        sfuma nell'ombra di una scelta sbagliata,
        il sonno ritorna, il pianto si placa,
        ciò che resta è il ricordo di una gioia vietata.
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          Scritta da: Silvana Stremiz

          Le nuove fiere

          Quando ti assaporerò di fresco mia letizia?
          Ad ampi balzi riempi gli ambienti di salubre clima
          Gran vizio e malcostume, grande simbolo rapito
          Ho altri milioni di nomi nel caso
          Perdessi io la tua frode sbalordita; ma tu scongiura
          I turpi fauni osceni!
          Voglio darti enormi forze attive
          Come il movimento di protesta delle masse
          Affamate, dai tanti figli educati ad ingegnosi lavori.
          Gioventù bella e ricca di spirito,
          Ti compro ad elevati costi:
          Oh, voluminoso gruppo di corpi immutati!
          Finalmente fata brillante!
          Attendo una tua erudizione per laici questuati d'accidia,
          Sei arrivata gioia di cammino;
          Devo morire lucido mal gaudio,
          Voglio umiliarmi e sei partecipe e
          Capace.
          Ora in mezzo alla rivolta, in piedi sulle barricate
          Trascinato affogando nel caldo della folla
          Che sale - schiumoso flutto - non conoscendo le
          Trame monarchiche: segretamente vengono
          Asciugate con rosso ed ermellino le dighe
          Straripate dai cuori Hasciscin.
          Pulito e raffinato, saresti una luce fastidiosa
          Allora riesci in ode vitale a sembrare
          Veemente, omicidio dopo omicidio,
          Grandioso patto nascosto ed esempio di
          Gran nullità; i veli tessuti coprono
          Le mie vergognose nudità!
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