Scritta da: Silvana Stremiz
Nell'oscurità della notte mi son persa
tra la polvere di stelle e la luna pallida
un frammento di specchio mi mostra cianotica
una goccia di sangue mi scende lungo il collo
lenta e soave scende giù fin dentro la mia pelle
dove le vene palpitano in cerca di uno sguardo
lamenti si elevano dalla mia bocca
canti innamorati richiamano qualcuno
e tra le stelle accese di purezza
cerco quelle ali oscure grandi e forti
cerco il suo sguardo di ghiaccio purissimo
cerco i suoi denti affilati dal vento
solo il suo bacio immortale potrà ridarmi la vita
farmi elevare dalle viscere della terra
per raggiungere il suolo, la vita vera
son morta da tempo, uccisa da quel vampiro
sto cercando da tempo qualcosa di lui
ma nè gli alberi spogli nè i solitari corvi sanno darmi risposte
sola per sempre in cerca d'amore
sola per sempre in cerca di lui
aspettando con ansia il ritorno del mistero
che lo avvolge...
Anonimo
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    A gottare ci si bagna
    mani e piedi
    per un tappo che salta
    come a capodanno.
    Spiacevole e piacevole
    di un bicchiere mezzo pieno
    e mezzo vuoto
    nello spazio d'un secondo.
    Non so se il vuoto
    è opera
    d'un sorso tutto d'un fiato
    che soffoca il singhiozzo
    di chi ha bevuto
    dolce o salato.
    Ognuno retrocede e avanza
    anche per un sorpasso.
    Di spalle il porto
    è un altro orizzonte
    della mia stanza
    per riconoscersi
    in qualche angolo di spavento.
    Dentro o fuori da questa vasca
    io tiro i remi in barca
    fuorché abbandonare
    l'ultimo scoglio invisibile
    con la bottiglia della solitudine.
    Il mare a piedi
    è la pazienza che ricopre il cielo
    del suo indirizzo.
    Anonimo
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Calpestando la notte.

      calpestando la notte
      curiosando al di la'
      nascondiamoci piu' in fondo
      andiamocene svelti
      io potrei essere vivo
      ancora una
      volta
      in una fiaba
      -nel brusio di una folla-
      eccentricita' da palcoscenico

      ti muovi armoniosa
      lungo i confini della vanita'
      corteggi l'apoteosi
      di un'apocalisse
      -ti guardo sbiadire-
      con l'avanzaredella sbornia
      una composizione multicolore
      di visioni in -passato remoto-

      un casuale ritornello...
      recitato.
      Anonimo
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