Scritta da: Krash

Cosa speri?

Cosa speri di trovare nei nostri sguardi?

La terra trema
sotto i nostri piedi
gli oceani stanno evaporando,
mentre grattacieli crescono
sopra le nostre teste
le parole sono distorte
da interferenze magnetiche,
un incessante
scambio di informazioni
inibisce i miei pensieri,
nutrendoci di radiazioni
le medicine placano
i nostri dubbi,
quando detteranno
i nostri consumi
le parole non placheranno
il progresso...

cosa...?
cosa speri di vedere nei miei occhi?
Anonimo
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    Scritta da: Hannele
    Dio,
    dicci dove sei nostro dio,
    dicci come fai a restare fermo,
    immobile, inerme, stoico, esterno.
    Dicci come fai a vedere
    questo tuo sacro mondo cadere,
    distruggersi, cospargersi
    in pezzi ridicoli e sparsi.
    Quest'africa sfruttata, odiata, maltrattata,
    amata, adorata, venerata, giocata
    a dadi o in un'unica estrema puntata.
    Quest'America che si stende
    come un velo bianco e congiunge
    i due poli che reggono il mondo.
    Ma di poli in realtà nel profondo
    ne ha miliardi e continua a deteriorarsi
    nel nome di un baratto d'oro e intarsi.
    Quest'oriente e la cara mezzaluna
    solo i telegiornali al chiaro di luna
    occupa costante senza turbare
    nessuna mente che vada a pensare
    nel buio di una stanza al male che canta.
    Quest'infanzia lasciata e compianta:
    protezione, amore, luce, candore,
    dolcezza, arcobaleno, sole, tepore,
    Spariti rubati svaniti o devastati?
    Assenza di verbi e piccoli pianti
    di pace e abbracci fortificanti,
    tutto ribellato a questi falsi cantanti.
    La fame nei campi, la sete sui ponti,
    la stanchezza sui letti e la disillusione.
    Questa vecchiaia in contemplazione
    della morte e della pensione:
    le giunture si spezzano,
    la dignità spazzano,
    la passata felicità dimenticano.
    Questi valori imprescindibili
    sotto culi deplorevoli.
    Il nostro sangue svergognato
    una volta così rosso ambrato.
    Il nostro tono imbarazzato
    ferito e derubato,
    una voce squillante,
    quella del potere sfavillante,
    del petrolio culminante,
    del denaro o l'Aspromonte,
    del dolore mio regnante,
    del candore più buio e urlante.
    Dio, dicci dove sei,
    dicci come fai
    dicci se ci sei,
    dicci se farai.
    Dacci almeno il tuo stoico immobilismo
    o tienitelo quest'ultimo,
    siamo già barricati nel vittimismo,
    un orrido cannibalismo
    di futuro e nuovo umanismo.
    Anonimo
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