Scritta da: Anna De Santis

Tu

Sei tu, il ricordo più bello, riposto qui nel cuore,
tra le pagine di un libro che non riesco ad aprire.
Ogni giorno scrivevo un minuto di te,
e ti aspettavo, consumando i miei occhi.
Accarezzo le tue lettere, chiamandoti
respiro il tuo respiro,
quel letto che ci ha visti amanti,
ha mantenuto a lungo il suo segreto.
Amore mio, ti prego, non voglio che i miei figli...
Me lo dicevi sempre, lo ripetevi ancora,
e quanto mi hai umiliato, ora per ora,
lasciandomi da sola, con tutte quelle bugie,
sei andato avanti per giorni, senza farti sentire
e sempre ripetevi: cerca di capire...
Le promesse di una vita insieme,
non le hai mai mantenute, io dovevo essere discreta,
eri un uomo sposato.
Ma tempo è passato e non ne hai più parlato,
volevi me, volevi tutto, ed era peccato.
Ho vissuto la tua stessa vita, senza sapere,
ero la tua amica, la confidente, l'amante
e ti consolavo quando serviva, senza parlare
e mi stava bene, perché troppo ti amavo,
or non ci sei più, né per me, né per lei
mi rimane il ricordo... nel cuore un profondo dolore.
Anna De Santis
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    Scritta da: Anna De Santis

    C'ero anch'io.

    Fuori si sentiva l'eco dei fucili,
    grida per noi incomprensibili,
    dentro questo vagone merci,
    eravamo stipati come porci.
    Non c'erano più mamme, né figli
    né famiglie da riunire,
    sicuro c'era un popolo da salvare.
    Distrutti, in quel lungo viaggio,
    mentre la neve cadeva
    e copriva quel treno che lento ci conduceva,
    dove non c'era più ritorno,
    dove finisce il mondo... la frontiera,
    quella linea per noi infinita,
    da dove ogni cosa non è più tornata.
    Bambini che piangevano,
    attaccati alle gonne ed al seno,
    scaldati da quella calca umana,
    che ancora di più stringeva
    e non se ne curava.
    Qualche preghiera, mista ad imprecazioni,
    urla e mortificazioni.
    Qualcuno è tornato dal mondo dell'oblio,
    mi ha raccontato... c'ero anch'io.
    Anna De Santis
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      Scritta da: Anna De Santis

      La vergogna

      Si sentiva quell'acre odor di corpi,
      da quei forni, solo il fumo, usciva,
      come anime che salivano al cielo, nella sera.
      Pioveva, ma quel fumo bianco
      era una bandiera,
      sventolava col vento freddo della notte buia,
      erano migliaia innocenti, gementi
      rinchiusi in celle di vergogna,
      come topi di fogna, senza più nome.
      Numeri a fuoco, da pazzi marchiati,
      non sentivano più il dolore,
      bestie da macello....
      E noi dovremmo scordare,
      quello che è successo!
      Questa è la pena che dobbiamo scontare,
      anche noi tutti, abbiamo lasciato fare,
      quanti di noi hanno assecondato questo
      psicopatico e malato.
      Vergognarci è poco, non si torna indietro,
      ma in questo giorno
      il fumo di quel forno sventolerà ancora
      come una bandiera per ricordarci sempre quel che era.
      Anna De Santis
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        Scritta da: Anna De Santis

        Difendiamo la terra

        Verrà quel giorno,
        partoriremo mostri senza emozioni,
        saranno perfetti, tutti uguali
        confusi tra i comuni mortali,
        non avranno aspirazioni,
        non avranno anima né cuore,
        non sentiranno il profumo di un fiore,
        calpesteranno tutto senza guardare.
        Non avranno paura, cambieranno colore,
        si confonderanno tra mille, o brilleranno al sole.
        Mostri, senza pensare, avanzeranno
        tra cielo e mare
        comandati da macchine infernali,
        li chiamano automi,
        saranno sempre più tra noi,
        prenderanno il nostro posto,
        senza darci il tempo per difenderci,
        proteggiamo la terra, cominciamo a cambiare,
        quella macchina infernale dovrà essere distrutta,
        torniamo a fare tutto in maniera naturale,
        ci terrà lontano dal male
        che noi stessi abbiamo procurato,
        non tutto è perduto.
        Anna De Santis
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