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Scritta da: Anna De Santis

Il circo

Un sorriso disegnato, dal trucco e dai colori,
non tutto viene fuori.
La vita ti ha insegnato che non si può mostrare
nel circo che è la vita, quello che senti,
lo devi barattare,
tra quello che si vede ed i tuoi veri sentimenti.
Dal cuore non farti trascinare,
devi star calmo, senza esagerare,
pensare, prima di parlare
o su quel filo ti troverai a camminare,
col rischio di cadere.
Funambolo o pagliaccio, molti non riescono a capire,
come in mondo così pieno di suoni e colori,
puoi sentirti solo e fuori,
ed allora mentre intorno si canta e si ride,
tu asciuga quella lacrima e continua a ballare,
finché ogni luce sarà spenta dentro quel tendone.
Ti ritroverai solo e togliendo quel trucco,
ti guarderai allo specchio
e quella lacrima vera scenderà
per una volta sola, ed ancora,
per tutta quella gente,
che ti ha applaudito
senza di te... sapere niente.
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    Scritta da: Anna De Santis

    Un'ultima volta

    Vorrei un ultimo appuntamento,
    per poter capire, se ancora c'è da fare,
    e val la pena di ricominciare,
    stringimi forte, dimmelo ora
    se quel che c'era lo provi ancora,
    non stare lì senza parlare,
    non lo riesco a sopportare...
    È l'amore che ti prende,
    che distrugge questo cuore,
    con la luce che hai negli occhi,
    io vorrei con te morire...
    Questa nebbia che ci avvolge,
    alla luce di candele,
    siam coperti da quel velo,
    ci troviamo sempre qui.
    Non ti vedo ma ti sento e lo sai ti porto dentro
    tu sei l'unico respiro per continuare e poi...
    E'l'amore che ti prende,
    che distrugge questo cuore,
    se capisci che ti voglio si può sempre riprovare.
    Non ti vedo ma ti sento,
    tu lo sai ti porto dentro, tu sei il solo mio respiro,
    non c'è vita senza te.
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      Scritta da: Anna De Santis

      Le donne

      Un giorno Adamo, che stava tutto solo,
      chiese ar Signore:
      se po avè compagnia?
      Er Capo, che era de core,
      lo sconsigliò e jè disse: che te pija,
      hai finito de sta bene, voi provà?
      Io me ne lavo le mani,
      doppo che ho fatto, poi, so cacchi tua.
      So solo, disse Adamo me stà a venì la depressione,
      vorrei parlà co quarcuno,
      che deo da fa pe risolve sta questione?
      Presto, damme na costola,
      che a forza d'empastà,
      na donna te la deo da fà.
      Ecco sta bonazza, tutta gnuda,
      Adamo la guarda e la su pelle suda,
      nun aveva capito comme s'addropava,
      ma presto s'emparò e quanno je piaceva.
      Je fece passà cor tempo, tanti guai,
      ma il poro Adamo la guardava,
      ce se spassava e nun se stancava mai,
      Signò, nun fa niente pe quello che me fa passà,
      ma pe quello che sento e che me dà,
      n'artra costola me vorrei levà.
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        Scritta da: Anna De Santis

        Finisce qui

        Passa un altro inverno, ancora neve sopra la collina,
        brilla al primo sole di una tiepida mattina.
        Qualche pagliuzza s'intravede, qualche pratolina,
        è primavera e contro i vetri,
        c'è col naso spiaccicato la mia piccolina.
        Mamma, papà non torna, mi ha promesso un regalo,
        prendo tra le braccia la bambina,
        cerco di distrarla, ma ancora chiede:
        mamma mi racconti di papà.
        Era la prima foglia, sopra quel balcone,
        autunno appena cominciato,
        e lui mi salutava sotto quel portone.
        Amore torno presto e non l'ho visto più.
        Arrivò la notizia con Il freddo dell'inverno,
        anche l'ultima lacrima sul mio viso
        si era congelata, in quella lunga giornata...
        una lettera e poi una telefonata dal fronte,
        suo marito signora... una fucilata.
        Perché sacrificare la vita di un uomo,
        la sua bimba ha bisogno, le hanno distrutto un sogno.
        Cerco di vedere il verde sotto quella neve,
        certo non riuscirò a dimenticare,
        chissà se si scioglierà il mio cuore
        come la neve sopra la collina,
        finirà mai la mia rabbia ed il mio dolore.
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          Scritta da: Anna De Santis

          Noi e poi...

          Donne sottovoce,
          croce, che tutti vogliono,
          desiderio, dolore, amore,
          chiodi che rimangono, ferite aperte.
          Sempre nei sogni, donne e poi...
          Dolci scoperte.
          Eterna condanna di chi spera,
          ma quanta solitudine la sera,
          un bacio, una carezza che sia vera,
          aspettando un ripensamento.
          Non le ferma un no,
          vanno avanti come tempesta,
          tutto distruggono quando decidono,
          niente nel cuore resta,
          solo un profondo baratro,
          dove cadere e sostenere ancora uno sguardo.
          L'indispensabile per continuare,
          miracolo che ci tiene vivi
          che prende i sensi, quando vuoi,
          donna tu che ora sei mia... e poi.
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