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Nu ditto antico ancora dice

Nu ditto antico ancora dice:
na parola te po' dà spàseme
na parola te po' dà dolore
na parola te po' fà paura
na parola te po' accidere
na parola... te po' dà'a vita!
Si tu parlasse che me
diciarrìa maje stu core tuoje?
Muresso o campasso?
Si parlasse l'ammore
ì o saccio che me dicesse!
Cchiù nun te sta zitto
parla, parla fammo sapè!
Nun siente commo sbatte
e treme stu core mio pè te
quanta pena din'a stu pietto mio!
Damme suonno, damme pace
ferme stu dolore ca mme daje
famme campà vicino a te!
Si me vuò bene nun me fa murì:
sta rosa senza spine
ca te manno nun'a scarpesà
cu'e lacreme mie è cresciuta.
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    Risalimenti

    Mi tramortì un duro diniego
    l'amore offeso vidi in agonia
    era un giorno di gennaio
    la vita mia sentii gelare.
    Dèmoni vissero nel petto
    si agitò demente la mente
    la bufera scompiglio la quiete
    con ferro e fuoco devastai;
    nel delirio, il simulacro
    della donna per cui vivo poi
    con carezze orribili sfiorai
    il suo cuore incominciai a lapidare.
    All'amaro calice bevvi, piansi
    lame affondai ferii e feci soffrire
    a trionfo d'ira mi accasciai.
    Ah dove può follia d'amor portare!
    Non essere me
    quanto mi è costato!
    Sentirò mai più
    finestra d'amore che si apre
    al fischiar del mio cuore?
    Oh bocca senza più baci
    sonno che mi è negato!
    E questo dolore da sopportare
    una partenza che forse non avverrà
    lo sporgermi in cerca di qualcuno
    la condanna che devo scontare.
    Perdono di amore dilaghi
    per questa fragile spina dorsale
    che non seppe un giorno
    superare mancanze di luci,
    al cielo che scagliò grandine
    ancora guardi chi vi scorse una stella
    ciò che funghì in fiore si tramuti.
    Non leghiamoci a ciò che annera la mente
    ché v'è sempre un bianco di grazia nel cuore
    e quel che fu e avvenne non è nulla di questo.
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      Insisto nel ricercarti ma non sei a due passi

      Insisto nel ricercarti
      ma non sei a due passi
      perché codesta assenza assenzio
      lama affilata che fende e affonda
      che imperterrita, disumana
      non arresta il suo moto!
      Dov'è la bramata tua bocca?
      Non ritrovo le tue mani
      non vedo i tuoi occhi fanciulli
      su di me appuntarsi addolcitati
      volteggia come un rapace
      la tristezza sul cuore ombrato
      presto vorace sarà su di me
      stremato solo e indifeso!
      Mi afferreranno inclemente
      i suoi artigli al venir meno
      delle poche forze che oppongo
      e non potrò neppure più gridare:
      secca è la gola, immobili le labbra
      per aver tanto nel silenzio diffuso
      invocato a gran voce il tuo nome!
      Vivere così non è impresa da poco:
      è come spaccare pietre al sole
      privati di un sorso d'acqua
      ritornare a sera nella propria cella
      senza luci e confidare
      che un muro poi ti ascolti!
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        L'amore è morto all'alba

        L'amore è morto all'alba
        di un caldo giorno di gennaio
        lo stesso giorno ch'io
        vivo venni al mondo,
        nessuno venga al corteo funebre:
        il cuore non vuole condoglianze
        lacrime non vedreste
        negli occhi miei prosciugati
        al chiudersi della bara;
        chi pure fu lo seppellirò
        senza una croce a segno
        nel cimitero del bene perduto
        e nessuno saprà poi dove è sepolto
        poiché non vuole né fiori né ceri.
        Oggi chi folle l'assassinò
        braccato dai levrieri della sua coscienza
        impune ancora vaga orgogliosa
        arretrando il sorriso dal ricordo.
        Le lusinghe del suo corpo
        e le bugie della sua mente
        già affila per ammazzare ancora
        l'allocco uomo che è di turno.
        Commemori una targa ricordo
        i suoi misfatti nel viale dell'amore:
        vi passerà viva e rinsavita
        forse un giorno e sarà morta.
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          Melanconia

          Anche se molte volte
          studi seri e accurati
          ho condotto su acuti casi,
          non ho mai saputo
          se ereditaria o contagiosa
          fosse poi la malinconia
          progenie di melanconia.
          Nell'anima attentamente
          assiduo l'ho frugata.
          In un focale ingrandimento
          al microscopio
          ne ho osservato i tratti maculati.
          Nocciolo duro e compatto
          coriacea sostanza amara
          non si lascia vivisezionare!
          Reagisce con nerocupi giorni;
          in terreni di tristezze si espande
          e ivi prolifica vertiginosamente.
          Alle inoculazioni di rincoramento
          reagisce regredendo poi, tenace,
          cessato l'effetto, sottobraccio
          fra le sue spore ti riaccompagna
          dolcemente! Invano da tempo,
          nei laboratori segreti del cuore
          si cerca un antidoto che la debelli.
          Chi ostaggio ne è non rassegnato
          fuggir lontano spera sovente!
          Il vitale principio attivo
          contenuto in assolati giorni,
          talvolta, se non vi è rigetto
          produce solare miglioramento.
          Miglioramento passeggero
          poiché se radicata,
          alla prima occasione,
          metabolizzando nuove tossine,
          profonda più agguerrita ritorna!
          Come la cuscuta il cuore avvolge
          con la sue spire in tormenti di giorni;
          per le ampie fessure entro cui si annida
          non vi è tassello che tenga!
          La sua ombra è la tagliola
          che blocca i passi del domani.
          Nell'enciclopedia delle depressioni
          umane è classificata come la più profonda,
          al paragrafo patologie dei mali oscuri,
          a lettere cubitali, rabbrividendo si legge:
          invasivo carcinoma mortale!
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