Scritta da: A. Cora

Cime scolpite

Mi smarrii
nelle strade dal vento
soffiate, nelle cime da pioggia
scolpite, che mostra scorrendo la vita
Tra vuoti al'alba buttati e qualche emozione
tradita, dentro un caffè un po' macchiato, al
bar dove vanno gli amici
Lasciai un bianco sorriso, negl'occhi d'una donna
dannata, dal rimpianto inseguita, braccata
Seguii un raggio di sole, negl'occhi improvviso rinato
Abbagliato dai tanti colori, cercai riparo altrove
dietro pareti murate, dove medita il cuore
In una luce leggera, dietro un incerto andare
seguii nella notte lampare, fino al
fuggir del'aurora
Là, tra nembi dal sole schiariti
tra salti e canti di gioia
tra note di musica vera
Scorsi la strada
sincera.
Angelo Cora
Composta mercoledì 22 ottobre 2008
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: A. Cora

    Sarà

    Sarà
    più bello ancora, il
    tuo nudo profilo, a mente già
    conosciuto, dal'alba cosparso di luce
    Quando il mattino, inerme, riavvolto lo trova
    Saranno ancor più arricciati, i tuoi biondi
    capelli, da notte d'abbracci, storditi, sul viso
    calati, ancora dormienti
    lasciati
    Forse un poco assonnato, dalla minuta ora, sarà
    l'azzurro dei tuoi occhi, smarrito tra le mie ciglia
    Sparso tra scure pieghe, di bianche contorte lenzuola
    Saranno quei pugni chiusi, a celar chiave, di
    quella intrigata chiusura, che dentro il
    tuo cuore dimora
    Ma ciò che rimarrà nel tempo ancora discosto
    dai miei occhi scuri, gelosamente raccolto
    Sarà quel lieve sorriso, con sogni
    ancora divelti
    Dietro le ciglia socchiuse
    da mano un poco
    nascosto.
    Angelo Cora
    Composta sabato 10 settembre 2011
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: A. Cora

      L'acerbo gioviale

      I giorni
      che il tempo
      passando, conduce pigri
      alla sera, paiono nembi oscurati
      spinti da venti stranieri, distanti dal
      cielo, dagl'occhi dal cuore, senza colore o sapore
      Senza tramonti né aurore, senza un raggio di
      sole, né d'uno spicchio di luna rimasto la notte
      accesa, ove smorzare pensieri, ove annegare dolori, ove
      sognare ancora
      Dei visi e volti in memoria arroccati, ardenti patiti tremori
      che a notte inoltrata, spesso bussano ancora, alle porte serrate
      del cuore, rimasti poi al risveglio, riecheggiano vaghe
      parole, come richiami dispersi, nel vento
      amico d'allora
      È li che scorgo sbiaditi, quei tratti di vita
      vissuta, quelle strade dai piedi viaggiate
      quei sogni a terra caduti
      Di colline, l'acerbo gioviale, del
      mare l'azzurro d'amore
      Del'oggi, l'amaro
      sapore.
      Angelo Cora
      Composta martedì 28 maggio 2013
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: A. Cora

        Rossi aquiloni

        Come
        bianca farfalla
        nel primo suo allegro volare
        Confondi i colori dei fiori, confondi
        il sesso e l'amore, con quel tuo fare ribelle
        Fanciulla dai biondi cappelli, che insegui quei
        rossi aquiloni che scorgi il tuo cielo solcare, vorresti
        con loro volare, dove s'avverano i sogni, dove l'amore è
        a colori, dove il vento è gentile, e ti vuole il quel cielo mostrare
        laddove, puoi sbattere l'ali
        Vivilo oggi il tuo cielo, saggia oggi il tuo sole, con tutto l'ardore
        rendi colmo il bicchiere, che il tuo tempo ti ha dato, anche se poi
        t'ubriaca, anche se ha volte sbagliato, anche se pare peccato
        Bevilo tutto d'un'fiato, colma i tuoi sensi curiosi, e ridi
        ridi, anche nei giorni più scuri, quando non senti
        sapori, quando negl'occhi ti piove, e scorgi il
        cielo cadere, dentro i silenzi del cuore
        È troppo breve la strada, è troppo poco
        l'amore, è troppo vicino il tempo, che
        ti disegna il confine
        E quando lo scorgi
        passato, non
        ti sarà mai
        bastato.
        Angelo Cora
        Composta martedì 4 marzo 2008
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: A. Cora

          Come si ama l'amore

          Ti amavo
          in quel tempo
          fuggito dagl'occhi
          Rimasto arroccato, in memoria
          e carezzato dal cuore, pregno
          di nostalgia

          Tra quegli estesi silenzi, tra quelle
          troppe parole, colmi d'abbracci e di
          baci, che non bastavano mai, a soddisfare
          quei sensi golosi, che ne volevano ancora
          Tra quei confusi pensieri che la mente
          già colorava di rosa
          Non so come si ama l'amore, o di
          un tarlo il rumore, che lento
          il cuore divora

          Non so come si chiamano i sogni
          senza più il suolo toccare, e
          il tutto, par divenire poesia
          Ma so cos'è rimasto nel
          cuore, quando
          ti ha vista
          andar via.
          Angelo Cora
          Composta martedì 31 maggio 2011
          Vota la poesia: Commenta
            Questo sito contribuisce alla audience di