La lotta

Non è tempo di quiete, fuor dalla finestra;
le nubi si rompono ed è tempesta
i piagnistei del vento calcano la terra,
che, pur tenace teme la rovina.
Difatti si staccano tegole dai tetti,
la natura da una forza è scossa,
che furibonda, spacca, toglie e solleva,
porta lontano, e cadono ai suoi piedi,
i resti di una guerra.

Non è tempo di quiete, nessuno è sordo;
si ascoltano le repliche del vento,
quel suo impetuoso malcontento,
che bastona le porte e, nei cortili,
la refurtiva porta,
facendola spostar di volta in volta.
Sopra il sofà, il cane sbotta d'un soffocato abbaiar,
vorrebbe dar conforto alla sua cocca,
però sta anche lui ad ascoltar,
il tempo in lotta.
Angelamanuela Tosi
Composta giovedì 5 marzo 2015
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    Il poeta

    Egli, era là, assorto come sempre,
    immerso fra la gente;
    beveva dalla sua fonte spirituale,
    col suo fare, col suo dire,
    stringendo fra le dita la sua matita,
    un po' unta, un po' consunta.

    Guardava fuori, ma vedeva dentro,
    il tormento e il suo lamento;
    sentimento opaco, convessa posizione;
    sopra ogni scritto un atto d'amore,
    nella sapienza della tradizione,
    nel suo fluido linguaggio, nell'intimo messaggio.

    Lui era un profeta.
    nella sua disciplinata contemplazione,
    fra il visibile e l'invisibile,
    la recitazione dei miti,
    dentro l'anima sensibile della natura,
    uscendo dal sogno illusorio della vita.
    Angelamanuela Tosi
    Composta nel marzo 2012
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