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Poesie di Andrea Polo

Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: ANDREA POLO

La scala sul ciliegio

Ho posato una scala sul ciliegio
quest'anno gli alberi sono colmi di frutta
e i sei ciliegi dietro la casa
sono uno più bello dell'altro.
Ogni giorno saliamo
raccogliamo una cesta piena di ciliegie
e mentre le mangiamo
ci ritroviamo a sorridere
a chi sputa i semi più lontano
non avrebbe senso altrimenti avere il prato.
Nostro figlio cresce in fretta
e ti assomiglia sempre di più
non lo so come funziona per gli altri
il paradiso per noi è questo.
A volte scendendo dagli alberi
ti ritroviamo lì sotto
a coltivare i nostri desideri.
Composta lunedì 9 novembre 2015
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    Scritta da: ANDREA POLO

    Coccinella

    Si appiccica e t'ama
    sicuramente coccinella
    vola
    eppur quasi tutta concava
    avendo il dentro grande
    e sottilissima dove si posa

    quando arrivi a casa
    parli del riccio ucciso
    sul ciglio della strada
    e dimentichi la zanzara
    schiacciata sul parabrezza

    ovvio
    che ti ho lasciato una forcina
    dentro la borsa
    che tu possa raccoglierti i capelli
    come le mani del contadino
    raccolgono le spighe mature.
    Composta lunedì 9 novembre 2015
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      Scritta da: ANDREA POLO

      È dove

      Sotto la lingua
      ci sono le ghiandole salivari,
      è il posto più morbido della tua bocca.
      Ha quel calore di sangue che abbonda,
      che trabocca dalle rive
      è l'ultimo tratto del fiume
      dove due acque tanto diverse si mischiano.
      È dove l'amore nuota,
      dove ha la pelle più sottile
      è dove l'amore si concede ad un bacio.
      Non importa cosa c'è stato prima
      se una lingua è sotto la tua
      sono due terre vergini che si incontrano.
      Non importa cosa verrà dopo,
      morirai anche tu,
      se spiagge o lontananze
      perché questo, adesso è amore.
      Composta sabato 7 novembre 2015
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        Scritta da: Andrea Polo

        Sconcertato

        Il mio cuore è a pezzi,
        la colpa è di te che mi disprezzi.
        Avevo un sogno sai, ma
        non lo realizzerò mai.
        Prenderti per mano e,
        portati in un posto lontano.
        Lì la gente non si odia, né si uccide,
        lì la gente ti grida e ti benedice.
        Non ti etichetta a te che sei straniero,
        né ti lascia per strada.
        Lì non hai bisogno di rubare,
        a tutti danno da mangiare.
        Solo il nostro è un paese dove,
        forse sei scortese.
        A te che sei il suo cittadino, ti arrestano,
        per aver ucciso il tuo vicino, che,
        chissà cosa faceva nella tua casa a rubare,
        mentre tu eri a lavorare.
        Mentre qualche regnante cerca l'immunità c'è,
        qualche cittadino che,
        combatta per la malasanità.
        Ho capito
        prendi la mano amore, che,
        andiamo nel paese dove nessuno muore.
        Composta martedì 15 dicembre 2009
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