Scritta da: Andrea De Candia
Quante pietre ha dovuto sopportare
l'anima mia vistasi schiacciata a terra
ogni volta che sognava di arrivare
al cielo delle sue ambizioni,
un bruco nascosto nell'erba,
la mia ombra, una fionda colpita
da sassi più grandi dei suoi.

Quei sassi, farfalle libere
pestate fino a triturarsi
hanno atteso nell'ombra la luce.

Quali pietre ho sopportato
prima di godermi l'etere,
misero spiraglio di bianco!

E tu, che non mi conosci,
pensi e credi che son fatto
per restare sulla terra
a fare ombra alla polvere.

Ma tu che mi vedi
spaziare nell'alto
e pensi che io vi appartenga,
mi doni complimenti,
proprio non sai che mi aumenti
la presa di un nodo
che vuole impedirmi
la pace nel cuore.
Andrea De Candia
Vota la poesia: Commenta
    Questo sito contribuisce alla audience di