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Scritta da: Alfonso Chiaromonte

Gioverà il ricordo

La finestra,
ove tu ridevi al sole
tra due vasi di fiori,
è chiusa a me
forse per sempre.
Tu mi dimenticasti
e i fiori del tuo balcone
son quasi morti;
perché, mia amata,
a me non farai ritorno.
Un giorno
ti incontrerò, forse,
per le vie di qualche città
e tu mi guarderai incuriosita
quasi per dirmi:
ma io ti conosco,
ti vidi nel tuo piccolo,
dolce paese
fulgente nel sole.
Io ti sorriderò, così, lievemente,
poi andremo ognuno
per la nostra via.
Forse nel mondo
non ci rivedremo più.
La finestra,
ove tu cantavi
innaffiando i fiori,
è tutta chiusa per me.
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    Scritta da: Alfonso Chiaromonte

    Silenzio

    Tacciono le labbra chiuse suggellate
    da un arcano senso di mistero,
    e, simili a corolle reclinate,
    pallide e mute in un silenzio austero,
    rinchiudono dentro la parola ardita,
    l'enigma della morte e della vita.
    Tacciono gli occhi ora chinati al suolo,
    ora fissi in visione misteriosa,
    ora seguenti delle nubi il volo,
    ora vaganti incerti su ogni cosa.
    Muti e freddi, così che sembrano spenti
    occhi chiusi alla vita e ai viventi.
    Ma l'animo d'amore alto favella
    e ride e piange. Or folleggia or freme,
    or canta la sua fede ardente e bella,
    or sugli affanni tristemente geme
    e con svariati accenti ad ora ad ora
    un po' di ben dalla sua anima implora.
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