Noi e lui

Lo stato ci mostra la forza,
chissà perché
noi ne vediamo solo l'arroganza.
Lo stato lavora per il nostro bene,
chissà perché
non ci accontenta mai.
Lo stato fa cose giuste,
chissà perché
in tanti si ammazzano.
Lo stato è fatto dagli uomini migliori,
chissà perché ci fanno tutti schifo.
Lo stato ci vuol far cantare l'inno
chissà perché nessuno se ne frega.
Lo stato ci dice di onorare la bandiera,
chissà perché nessuno ne ha più una.
Poi
se mi guardo intorno
forse vedo la risposta.
Siamo così tanti
con le pezze al culo
che forse la stoffa ci è servita.
a rattopparci i pantaloni,
a metterci la targa,
come le automobili.
Alexandre Cuissardes
Composta domenica 9 dicembre 2012
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    I bravi soldatini

    Ho eseguito gli ordini,
    ho fatto il mio dovere,
    ho applicato le leggi,
    ho interpretato le leggi
    ho rispettato gli obiettivi avuti,
    avevo disposizioni in tal senso.
    Complimenti dall'alto dei cieli
    da quelli che avete spedito lassù
    e dal basso dell'inferno da quelli lasciati
    a crepare in vita,
    prima di andare lassù.
    Complimenti
    dai padri rimasti senza figli
    dai figli rimasti senza padri
    complimenti da vedove ed orfani.
    Adesso,
    sugli attenti,
    la mano aperta,
    passate all'incasso,
    premi e complimenti
    proseguite la carriera.
    Può darsi che fra non molto,
    in ginocchio,
    la mano aperta,
    passiate ad un'altro incasso.
    Alexandre Cuissardes
    Composta domenica 9 dicembre 2012
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      Se busseranno alla mia pelle

      Difficile convivenza
      fra il terrorista che ho dentro di me
      ed il terrorizzato che sono fuori,
      uno scomodo inquilino
      per l'uomo che ha paura,
      che sono io.
      Pelle di coniglio
      e tremore addosso,
      sempre.
      Dentro tritolo e rabbia,
      manca il coraggio,
      sparso in giro da tempo
      a darsi a troppi.
      Lo tengo nascosto,
      il terrorista,
      ho paura a farlo uscire
      ed ho paura
      che lo vengano a cercare
      proprio sotto la mia pelle di coniglio.
      Alexandre Cuissardes
      Composta domenica 2 dicembre 2012
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        Dopo l'ultima scena

        Giuda l'han tradito
        togliendolo dal mazzo
        e mettendolo nel mezzo.
        Paga per tutti quanti,
        ormai vive di forse,
        di se,
        ed ogni suo pensiero
        finisce col solito chinar di capo.
        Maria lo guarda male
        forse è in dubbio sulle colpe,
        ha sempre diffidato
        dei compagni di partito di suo figlio.
        Ma è madre
        ed è ferita,
        sa che il triste fatto
        rimarrà l'ennesimo mistero.
        Giuda siede lì da solo,
        a un tavolo vicino al muro,
        ha l'aria cupa,
        tiene la testa bassa,
        sembra che preghi
        o reciti come un mantra
        -sissignore-...
        -sissignore-...
        Adesso qualcuno va da lui,
        gli sussurra una parola
        e se ne va.
        Giuda ordina da bere,
        sembra rasserenato.
        Infatti gira già la voce
        che da domani
        possa ritornare in parlamento,
        l'accoglie un gruppo misto
        che roma raramente nega.
        Saputo dell'ennesimo rientro,
        dell'ennesimo perdono
        in molti si asciugano le gocce di sudore,
        adesso è certo
        da domani si può tornare a tradire.
        Con buona pace di maria
        e delle tante altre marie.
        Alexandre Cuissardes
        Composta domenica 2 dicembre 2012
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