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Il servo di milano

Il tavolo lungo
quello del refettorio,
stasera è prenotato.
Sono già pronti
al fresco in cantina
gli avanzi di quell'altra cena.
Il prezzo è,
vino incluso,
trenta denari a testa.
Ci saranno onorevoli
a farsi onorare
e ruffiani a farsi notare.
Ma solo dodici
i più fidati,
saranno al tavolo lungo
insieme a lui.
Lui
che dopo l'ultimo tradimento
e la brutta fine fatta dal sosia
gira sempre armato,
sta con le spalle al muro
e vuole veder bene tutti.
È già qui da un po'
il ritrattista ufficiale
della serata,
è un tipo un po' strano
dai lunghi capelli,
ha un pennello in mano,
lo punta ai muri,
lo batte di punta sui tavoli,
ci prende la mira.
Gira intorno ed osserva,
si siede e beve vino.
Dice che
dalle sue parti,
in toscana,
il vino è il migliore.
Sembra che sia molto bravo
ed è un pozzo di scienza.
Ha già dato il nome
al suo dipinto di stasera.
L'ha chiamata ultima cena.
Lo scriveva l'altro giorno il corriere,
sempre ben informato,
sulla pagina arte ed eventi.
Un critico ha spiegato
che il titolo sta a significare
che poi passerà
a fare soltanto paesaggi
e sculture.
Chi conosce bene il genio toscano
sa che è anche un veggente.
Dopo avere saputo del titolo
ha fatto gli scongiuri,
preparato le valigie
e prenotato il primo volo
verso il non so dove ma so quando,
subito.
Altri sono stati visti in fila,
a bussare ad altre porte.
Io aspetto stasera,
per fare il mio lavoro,
servire tutti al meglio,
fare il mio mestiere,
guadagnarmi il pane,
il resto non m'importa.
Composta venerdì 15 febbraio 2013
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