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Sappi che

Ti scrivo da un pensiero da te,
un pensiero che ci rende distanti.
La distanza fra noi l'hanno colmata gli altri
e si sono talmente impegnati
che non solo hanno riempito il vuoto
ma hanno costruito una montagna invalicabile.
Io di qua,
tu di là.
Condividiamo solo la poca luce che ci arriva da molto in alto.
Ed ogni volta che alzo gli occhi
spero che anche tu faccia lo stesso in quel momento.
Così almeno avremo qualcosa in comune.
Composta venerdì 5 giugno 2015
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    Il locale vicino alle campane

    Leggo sul libro che ho aperto nella testa
    di cavalieri spersi
    che qui misero su famiglia.
    Dei loro figli
    che vestiti da assassini
    passano di notte ad avvelenare i morti,
    e dei locali dove servono miscugli
    che fanno traballare anche i più forti.
    E a libro chiuso mi vedo seduto
    ad osservarli tutti in fila al banco,
    presi dal bere
    fino alla mattina.
    Come se dopo notte
    arrivasse il capodanno.
    E il battere di ciglia di qualcuno
    mi porta a giorno fatto.
    E sono tutti intorno a me.
    Spenti e stravaccati,
    sopra divani pazienti
    ad osservare dai vetri del locale
    l'esercito inquadrato di fedeli
    intenti a marciare verso il tempio per pregare.
    Anche per loro.
    Composta venerdì 5 giugno 2015
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      Una preghiera

      Non sai quanto detesti quel "anch'io"
      che dici così spesso
      per abbassarti e portarti a pari mio.
      E non capisci
      come quando siamo in fondo
      non si ha bisogno di tanta compagnia.
      Io non lo so
      se ciò che dici lo pensi veramente
      o se è soltanto una frase da infermiera.
      Che tu ti senta complice,
      l'amante o la compagna,
      che il tuo sia amore o cuore buono
      cerca di farne a meno di assentire
      e lasciami da solo al mio schiantare.
      E non fare domande per favore.
      Lo voglio in esclusiva il mio soffrire.
      Composta martedì 2 giugno 2015
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