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di te

Ancora
lo ricordo,
il tuo ridere chiaro
della prima mattina,
ancora umida di notte,
la tua veste leggera,
appiccicata alla pelle.
Ancora ricordo
la neve nelle tue mani,
in inverno.
Mani allargate a coppa,
ed all'improvviso vuote,
aperte,
la neve per aria,
percorso all'inverso,
la tua meraviglia giocosa,
come se avessi gli anni di bimba delle prime scoperte.
Me lo sono tenuto addosso
il sudore del tuo corpo,
il tuo sudore del tempo assolato,
il sudore che mi hai appiccicato ieri,
giorno d'estate,
il tuo sudore d'amore.
Composta mercoledì 11 aprile 2012
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    Loro e lei

    Ha quell'aria snob e un po' svampita,
    sorride a tutti e non risponde mai.
    La chiamano con ironia la princiFessa sul pisello,
    ma è lei ad avere l'attributo,
    ed al momento giusto saprà farne buon uso,
    con buona pace di tutti i detrattori.
    Li lascia dire e fare,
    dando loro corda,
    intelligenza nascosta agli ignoranti,
    progetti chiari nella mente,
    da non dover spiegare,
    ma solo da portare a compimento.
    Io sto qui seduto con lo sguardo fisso
    a far da spettatore alla commedia,
    son l'unico ad aver capito quale sarà il finale
    ma non posso entrare dentro a questa storia.
    Composta martedì 20 marzo 2012
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      La solita cena da solo

      Acciughe,
      sale a portare sapore,
      acciughe cadute nell'acquaio,
      riprese,
      lavate e mangiate.
      Fuori clackson mossi da fretta idiota chiedono attenzione.
      Urla,
      l'inter ha vinto,
      forse,
      credo,
      la cosa non mi interessa.
      Sono qui,
      il vino in brik non è buono,
      è bibita alcolica,
      anzi è uno schifo.
      Non sono ubriaco,
      ho bevuto in base al bisogno.
      In tv Barnaby ha risolto il suo ultimo caso,
      aspetto la pubblicità.
      Composta martedì 20 marzo 2012
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        Chiesachiusa

        Non appena finita la funzione,
        allontanato l'ultimo fedele,
        chiusa la porta della chiesa,
        cadono a terra paramenti poco sacri,
        e volano per aria tanti stracci.
        Il prete,
        la vocazione
        ed il demonio,
        tutti a far lotta fra di loro.
        Nessuno vince mai,
        nessuno perde,
        non può finire.
        Ma la campana riporta tutti al quotidiano,
        il diavolo va via di corsa per dovere,
        la vocazione torna in cuore al vecchio prete,
        che prepara l'ultima messa della sera.
        Indossa i paramenti ritornati sacri
        e nasconde bene i tanti stracci sporchi,
        da far volare in aria
        di nuovo
        alla prossima bufera.
        Composta martedì 20 marzo 2012
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