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Una preghiera

Salviamo almeno le apparenze.
Non è certo un peccato,
è un po' di sana ipocrisia.
Facciamo come gli altri,
lo fanno un poco tutti
al momento del bisogno.
Lo chiedo a te
che mi sei davanti,
per difenderti
ed attaccare,
prova a venirmi accanto,
facciamo i primi passi,
impariamo a camminare
senza pestarci i piedi,
lascia che ci proviamo
facciamolo questo miracolo,
facciamolo in due,
insieme.
Entrambi lo dobbiamo
a chi dorme innocente,
nella stanza accanto.
Composta domenica 2 settembre 2012
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    I pastori bugiardi ed il gregge sbandato

    Destra
    sinistra
    comunisti
    fascisti.
    Favole per adulti,
    tutte
    senza lieto fine,
    se non per chi le racconta.
    Eterni narratori
    eterni suonatori
    dell'eterno ritornello
    dell'allegra marcia funebre.
    Le idee ed il gioco,
    le teorie,
    l'ambizione.
    In mezzo il precipizio,
    unica certezza,
    per le cavie del laboratorio italia.
    Si mantiene l'odio,
    fonte di divisione,
    si discute sui settanta anni fa,
    per non far pensare a sette giorni fa
    ed ai sette giorni a venire.
    Intanto se ne vanno
    con corde e mezzi propri
    quelli che non ce l'hanno fatta,
    o che ce l'hanno fatta
    a fare l'altra cosa,
    andare a "vivere" di là.
    Composta domenica 2 settembre 2012
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      Lo stato è stato... ieri...

      La lotta contro cosa nostra
      è ormai cosa eterna.
      Alla forza delle bombe
      si risponde con la lotta democratica
      intanto muoiono troppi dei migliori,
      ed altrettanti si arrendono.
      Ma sono morti per la democrazia.
      La lotta all'evasione
      è spesso lotta al debole di turno.
      La lotta alla miseria serve
      spesso ad arricchire i soliti
      e lasciare il resto come sta.
      Si sbandierano i risultati
      la vittoria dello stato
      per chi ancora ci crede
      in questo stato.
      Composta venerdì 24 agosto 2012
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        Perché l'ho fatto

        Forse ho scritto troppo
        o no,
        o forse si.
        Ho scritto male,
        questo si,
        ma come sapevo.
        Ho scritto e poi dimenticato,
        ma se ci penso bene
        forse non ho dimenticato.
        Ho trasformato tutto
        in un linguaggio che adesso mi è sconosciuto,
        quello di quel momento.
        Poi ho cercato di ricordare,
        a pezzi,
        ho pensato molto
        e quando ho trovato una penna,
        un foglio
        un appoggio,
        ho scritto.
        Come ho scritto in chiesa
        ho scritto all'inferno,
        sulla panchina di un giardino,
        contro un muro
        sul palmo della mano di uno sconosciuto.
        Ho scritto
        perché prima non volevo scrivere,
        perché a volte ho scritto senza riuscire a dire niente,
        ho scritto quando avevo bisogno di scrivere per farmi capire,
        e capirmi.
        Non che con questo
        io abbia la pretesa di saper scrivere,
        il mio scrivere sostituisce il mio non parlare.
        Ho scritto perché non ho né fucili né cartucce.
        Sarebbe stato più facile
        e l'esito migliore.
        Composta venerdì 24 agosto 2012
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