Le riflessioni di un oggetto stanco

Ti segue il trolley,
col suo brontolare da ruote storte,
ti segue nelle fughe,
negli improvvisi arrivi,
ti annuncia a chi ti aspetta
ed a chi non ti aspettava.
Poi resta lì in attesa,
mentre frequenti i letti,
tuo campo di lavoro,
sa che sarà per una notte,
fino al mattino tardi.
Conosce la tua vita
più di ogni altro,
porta la biancheria
che ti consegna buona ad eccitare
e la riporta indietro
sporca da lavare.
A volte non sopporta il puzzo del mattino,
da quello riconosce gli uomini della notte.
Mentre parli da sola
ti ascolta,
a volte si commuove
se gli piangi addosso
un po' del tuo star male,
ma ti sopporta solo perché fa il suo mestiere,
non perché ti vuole bene.
Solo per questo
tiene ancora insieme quelle ruote storte,
anche se il grande sogno
è farsi gettar via
e finalmente stare
insieme ad altri ferri
ad aspettar la pressa
in una "discarica di riposo"
Alexandre Cuissardes
Composta domenica 14 ottobre 2012
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    Senza sonno, occhi aperti

    Vedo le foglie muoversi,
    illuminate dai riflessi,
    di là dal vetro.
    Pezzo d'inverno che cade stanotte,
    colori da novembre
    temperatura di settembre,
    acqua che non guarda i mesi.
    Pezzo d'inverno che si affaccia,
    rumori per adesso leggeri,
    anticipo dell'anno che verrà,
    per chi ci sarà
    per chi ne avrà voglia.
    Alexandre Cuissardes
    Composta domenica 14 ottobre 2012
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