la zia sarta

Ho ancora nell'armadio tutti i tuoi capricci,
così tu li chiamavi,
fatti di stoffa filo
colori e tanta fantasia,
e nel cassetto adesso dormono forbici e bottoni.
Se chiudo gli occhi
sento voci di donne nude,
-questo mi rende grassa-
-questo mi dona meno-,
e quel trattare il prezzo
sempre dopo aver chiesto il meglio.
Sento tutti i profumi,
talco ed essenze rare,
e qualche odore
sparso per coprir l'opposto.
Storie origliate di appuntamenti andati male
o a volte troppo bene,
ennesima illusione per qualcuno.
Gli abiti riportati sempre molto stanchi,
a volte rotti perché tolti un po' di fretta,
utili alla conquista,
d'impaccio nel consumo,
a volte qualche macchia
che non andava via.
Gli abiti da togliere veloci
e quelli della "sera che lo lascio",
quasi da lutto.
Quelli per la truffa,
da tenere sempre indosso
per non deludere la vittima di turno.
Che mestiere,
tanta pazienza e tanta psicologia,
arte,
pur senza aver studiato,
cucire ad ognuna quello che va cercando,
e dare sempre la ragione a tutte
come per un abbonamento.
Tu invece,
andata via solo a lavoro fatto,
e tutto in gran silenzio
più per stanchezza
che per limite d'età,
vacanza eterna che non si può rifiutare,
fatta senza valigie
e con un vestito solo,
tu avevi scelto già da tempo,
quello da lavoro.
Alexandre Cuissardes
Composta giovedì 1 novembre 2012
Vota la poesia: Commenta

    Il grazie a distanza

    Niente mi importa di ciò che senti dentro,
    dei tuoi come o dei tuoi perché,
    mi fermo al tuo quando ed al tuo quanto.
    Chi sei,
    perché ci sei,
    non conta.
    Per me il diritto ad averti,
    per te il dovere di darti.
    Ma oggi che sto qui a pensare
    mi sei tornata in mente,
    e voglio farti il dono di un pensiero,
    poco
    per i tanti doni che tu hai fatto a me,
    come il non ridere dei miei vizi,
    o dei pudori del prima e dopo,
    o l'ascoltare
    o fare finta di.
    E voglio dire grazie a te,
    a tutte voi,
    anche in nome di chi non lo sa dire,
    forse sarete merce,
    come qualcuno dice
    o fredde opportuniste
    o disgraziate,
    per me non conta niente,
    perché se un po' rifletto
    e mi guardo intorno,
    anche in tante vite a due
    ne vedo tante con i difetti
    sempre addebitati a voi
    e mi viene da pensare
    che in fondo
    forse non sarete le migliori
    ma di certo non siete neppure le peggiori.
    Alexandre Cuissardes
    Composta giovedì 1 novembre 2012
    Vota la poesia: Commenta

      tu sei lo specchio

      io lo detesto
      quel tuo dire sempre si,
      dettato dall'amore
      più che dalla convinzione,
      quel tuo non darmi scuse per poter fuggire,
      quell'amore folle e cieco
      che quasi mi impaurisce.
      E lo detesto quel me che fugge
      stando sempre lì,
      che vola
      cade
      atterra,
      senza che nessuno noti nulla.
      Forse non ammetto che in te detesto me.
      Alexandre Cuissardes
      Composta giovedì 1 novembre 2012
      Vota la poesia: Commenta
        Questo sito contribuisce alla audience di