Poesie di Alba Gnazi
Metafisico
Scintilla di giallo e cobalto il cielo
Nell'inchino del sole dormiente.
T'affacci sull'orlo della mia distrazione:
l'impeto del tuo sorriso più maestoso d'una fanfara.
Se m'accosto alla frangia sfilacciata dei miei pensieri
Sbigottisco,
abbattuta dal loro mulinante tergiversare.
Catene fluorescenti di parole e risa
La tua voce:
se ti guardo un istante negli occhi
sbigottisco,
rapita dalle sinfonie che
il tuo sguardo sa costruire.
E mi soffermo, ripiegando la
Tenda di un'emozione fugace,
sui binari di
un'inattesa, rettilinea constatazione:
questo è amore.
Nell'inchino del sole dormiente
Il cielo giallo e cobalto
Scintilla anche di me.
dal libro "Come un granello di sabbia - Raccolta" di PensieriParole Staff
Ti ho sognato stanotte
Ti ho sognato di notte
Stanotte
Abbacinata da voci in sordina
Che ululavano il nome nel nulla del buio che
e nel fitto degli aghi di pioggia sulle mani
Quando il sole s'arrende
Ho scavato e scalato e cercato tra
Germogli di terra e zolle di
Grano
il salmastro del tuo sorriso
il sapore del tuo collo
il concerto dei tuoi passi sopra
Attraverso il bitume di nebbie
Annoiate
Di specchi ombreggiati
sul tramonto ondeggiante
Il risveglio il tuo tocco il tuo tepore l'odore la molle certezza che
Ti ho sognato stanotte
Di notte
Ho sognato di te.
Notturni d'abbandono
Solfeggio la sensazione
(scioglimento, dispersione)
nell'incandescenza ritmica
del tuo tocco
a brandelli, in frantumi
il suono spira dalla veneziana
socchiusa sul mondo
che non parla quest'idioma
che non naviga la
geografia del tuo busto
che non mesce l'ebbro
vino del tuo sguardo
Io ti sento
In ogni ione
In ogni poro
In ogni sudato, stillante afrore
Tu Serpente, Farfalla, Angelo, Sciamano
Sorseggi le aromatiche
mie umide sponde
lasci sbocciare i miei capelli
alle radici dei tuoi fianchi
Dove inizio io? Dove finisci tu?
E dolcemente,
Ferocemente
Arpeggiamo
Notturni d'abbandono
In crescendo
In crescendo
e poi
Ad libitum.