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Scritta da: Alba Gnazi

Metafisico

Scintilla di giallo e cobalto il cielo
Nell'inchino del sole dormiente.
T'affacci sull'orlo della mia distrazione:
l'impeto del tuo sorriso più maestoso d'una fanfara.
Se m'accosto alla frangia sfilacciata dei miei pensieri
Sbigottisco,
abbattuta dal loro mulinante tergiversare.
Catene fluorescenti di parole e risa
La tua voce:
se ti guardo un istante negli occhi
sbigottisco,
rapita dalle sinfonie che
il tuo sguardo sa costruire.
E mi soffermo, ripiegando la
Tenda di un'emozione fugace,
sui binari di
un'inattesa, rettilinea constatazione:
questo è amore.
Nell'inchino del sole dormiente
Il cielo giallo e cobalto
Scintilla anche di me.
Composta lunedì 31 agosto 2009
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    Scritta da: Alba Gnazi

    Ti ho sognato stanotte

    Ti ho sognato di notte
    Stanotte
    Abbacinata da voci in sordina
    Che ululavano il nome nel nulla del buio che

    e nel fitto degli aghi di pioggia sulle mani
    Quando il sole s'arrende
    Ho scavato e scalato e cercato tra
    Germogli di terra e zolle di
    Grano
    il salmastro del tuo sorriso
    il sapore del tuo collo
    il concerto dei tuoi passi sopra

    Attraverso il bitume di nebbie
    Annoiate
    Di specchi ombreggiati
    sul tramonto ondeggiante
    Il risveglio il tuo tocco il tuo tepore l'odore la molle certezza che

    Ti ho sognato stanotte
    Di notte
    Ho sognato di te.
    Composta sabato 19 settembre 2009
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      Scritta da: Alba Gnazi

      Notturni d'abbandono

      Solfeggio la sensazione
      (scioglimento, dispersione)
      nell'incandescenza ritmica
      del tuo tocco

      a brandelli, in frantumi
      il suono spira dalla veneziana
      socchiusa sul mondo
      che non parla quest'idioma
      che non naviga la
      geografia del tuo busto
      che non mesce l'ebbro
      vino del tuo sguardo

      Io ti sento
      In ogni ione
      In ogni poro
      In ogni sudato, stillante afrore

      Tu Serpente, Farfalla, Angelo, Sciamano
      Sorseggi le aromatiche
      mie umide sponde
      lasci sbocciare i miei capelli
      alle radici dei tuoi fianchi
      Dove inizio io? Dove finisci tu?
      E dolcemente,
      Ferocemente
      Arpeggiamo
      Notturni d'abbandono
      In crescendo
      In crescendo
      e poi

      Ad libitum.
      Composta domenica 22 novembre 2009
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