Scritto da: Vincenza Montuori
C'erano delle cose che accadevano così, come ad esempio il freddo. Una sensazione strana, un'affermazione all'apparenza stupida. Eppure, quel giorno, bastarono pochissime parole, perché tutto l'inverno che era fuori le scendesse dentro. Dentro di sé accennò un sorriso amaro: non si può essere stagione per nessuno se non impari ad usare il sole.
Vincenza Montuori
Composto lunedì 7 dicembre 2015
Vota il post: Commenta
    Scritto da: Vincenza Montuori
    Era una stagione strana l'inverno. Attendevo spesso il sabato per fuggire via. Avevo un amante segreto: il mare. Chiudevo tutto e correvo lì, ad abbandonarmi in quell'abbraccio che sapeva d'infinito. Dove il silenzio mi cullava i pensieri e il dolore riaffiorava e spariva, con lo stesso moto che usano le onde nel riportare a riva e trascinare via i segreti del mare. Era l'unico modo per non morire.
    Vincenza Montuori
    Composto domenica 29 novembre 2015
    Vota il post: Commenta
      Scritto da: Vincenza Montuori
      Volevo raccontartela la storia di quest'angelo. C'era sempre, sai? Un angelo che di me sapeva tutto. La prima volta che lo vidi ebbi una gran paura, mi assaliva il timore che quella notte seguisse ogni mio passo, ogni mio respiro. Sentivo la sua voce parlare di me. Tremavo. Poi un abbraccio, il suo, la sensazione di essere finalmente al sicuro, dove nemmeno il dolore più potente può arrivare. La pace, il profumo che ti fa sentire a casa. Era sempre stato lì, senza che io me ne accorgessi, e qualunque cosa io stessi facendo, lui c'era. Non importava quanta strada o sbagli io stessi facendo, lui era lì, a proteggermi, a vegliare su di me. Quella notte mi strinse forte e promise che non mi avrebbe mai più lasciata. Sarebbe stato lì, accanto a me, in un per sempre che non aveva paura. Fu così che ritrovai mio figlio.
      Vincenza Montuori
      Composto sabato 21 novembre 2015
      Vota il post: Commenta
        Scritto da: Vincenza Montuori
        Il coraggio di essere nuda, fragile, autentica. Scegliere. Scegliere, anche per paura, che essere soli sia la cosa migliore, che non ferire e non farsi ferire sia la cura, quando qualcuno sta insieme da una vita solo per perdere tempo, per colmare il vuoto dell'insoddisfazione, per sopraffare l'altro, rincorrendo una vita intera una felicità che non avrà mai, solo per non aver avuto il coraggio di vivere in piena libertà l'altra faccia della medaglia. Così continuano a lamentarsi, continuano ad avere la faccia di dire, di parlarti anche della loro unghia spezzata, mentre ti vedono a terra con le ossa rotte. Ti giudicano, non comprendono. Si chiedono come si possa stare con qualcuno così, in qualche modo "uniti" ma sempre "divisi". E bisogna saper avere palle e cuore per guardare oltre. Bisogna avere anima per saper leggere nel dolore, negli incubi, nella paura, nell'incertezza. E se di incertezza si parla, c'è più instabilità nella mente insana di qualcuno, che nel viversi in questo modo perché, come scrive Sparks, che io adoro, "il giorno e la notte sono legati come poche altre cose al mondo, ma si alternano, sempre uniti, sempre divisi". Eppure sono un bellissimo miracolo.
        Vincenza Montuori
        Composto martedì 17 novembre 2015
        Vota il post: Commenta
          Questo sito contribuisce alla audience di