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Scritto da: Vincenza Montuori
Qualche sera si avvolgevano una coperta sottile sulle spalle e, seduti sul divano, contemplavano la fiamma del caminetto come qualcosa di magico. Ascoltavano il fuoco. Evitavano di parlare come per non mancare di rispetto a quel calore imponente che riusciva a capire i loro silenzi e ad ardere, quasi con rabbia, tutto quello che li logorava dentro. Era una compagnia sincera quel fuoco, l'unica che, come il mare, riusciva a sapere ed annullare, l'unica che toglie e ridà vita, l'unica che li avvolgeva di un abbraccio puro. Si addormentavano spesso così, abbracciati, mentre i loro dolori diventavano cenere.
Composto martedì 8 dicembre 2015
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    Scritto da: Vincenza Montuori
    Il mattino era una salvezza. Lo amava. Amava quegli istanti in cui tutto rimaneva in perfetto silenzio, immobile, mentre la natura s'illuminava di splendidi colori. Le piaceva guardare fuori dalla finestra, assistere a quello spettacolo come ad un miracolo: la luce portava via le ombre e i fantasmi. Per un attimo si spinse fuori col viso e si lasciò accarezzare dalla brezza. Era ormai un rituale, ma era vita.
    Composto lunedì 7 dicembre 2015
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      Scritto da: Vincenza Montuori
      Non si può essere stagione per nessuno se non impari ad usare il sole. Fu così che prese coscienza del fatto che nel suo cammino non c'erano mai state stagioni. Guardò il cielo, come amava fare spesso, e improvvisamente avvertì il profumo di un caminetto appena acceso e la carezza di un tiepido, timido raggio di sole. Capì che nessuna stagione era più importante di se stessa.
      Composto lunedì 7 dicembre 2015
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