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Scritto da: Giulio Vergine
Non ho mai sopportato l'ignoranza e le persone che di essa si fregiano. Le trovo vuote, anzi non le ritengo persone, uomini o donne che siano. Sono solo frutto di un posto che la società, ipocrita e misericordiosa, gli rifila. Sono scarti di un mondo che non hanno compreso e che non hanno saputo vivere. Chi non usa la propria ragione e si limita a campare pensando e vivendo tramite le idee e i pensieri di qualcun altro per me semplicemente non esiste: rappresenta ciò che io definisco il non-uomo, la negazione dell'essere umano in quanto essere vivente dotato di ragione. Dare valore alla propria cultura equivale a dare valore a se stessi, alla propria persona, al proprio essere, al proprio vivere!
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    Scritto da: Giulio Vergine
    È quando la notte poggiate la testa sul cuscino che si sentono le mancanze. Quando state lì soli, a fissare il vuoto, con le cuffie collegate al vostro cuore e il testo di quella canzone che vi piace tanto. È così che si accendono i ricordi... voi e nessun altro a tendervi la mano, dirvi la parola giusta di conforto o regalarvi un semplice abbraccio.
    È quello il momento in cui si fanno i conti con se stessi, con i propri problemi, le proprie paure e insicurezze... è quello il momento in cui ci si guarda dentro senza pregiudizio, restando nudi davanti a se stessi coperti solo da quella stupida paura di non essere all'altezza di questa vita o ammettere che infondo abbiamo bisogno di qualcuno che nella nostra vita non c'è più.
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      Scritto da: Giulio Vergine
      Son sempre fuggito dalla monotonia, dall'ovvietà, da quel continuo ripetersi di gesti che a volte mi imprigionava, mi sviliva. Una vita alla ricerca di nuove emozioni, da poter vivere, da poter raccontare. Ma non è sempre facile questo, anzi forse è una delle cose più difficili al mondo. La ricerca sfrenata di attimi che potessero avere un sapore diverso dal solito, la ricerca della perfezione nella semplicità di un'emozione. Insomma quel cercare di dare sempre un nuovo stimolo alla propria vita, al proprio essere che non cada nella banalità dei luoghi comuni... eh sì quei luoghi comuni così tremendi che ingoiano la fantasia e il pensiero dell'uomo.
      Siamo esseri così dannatamente complicati ma spesso il nuovo, il diverso ci fa paura, ci rende fragili, e così scegliamo sempre la strada più semplice quella che conosciamo a memoria, quella che sappiamo già l'emozione che ci provocherà o meglio che non provocherà perché ci abbiamo fatto l'abitudine. Ed è proprio quest'abituarsi, o meglio questo assuefarsi a situazioni che il nostro corpo e la nostra mente conoscono così bene che ci rende scialbi, morti nell'anima.
      E così ho scelto di vivere, ho scelto la strada che non conosco quella che ogni giorno seppur con piccoli sfumature mi fa provare qualcosa di nuovo. Ho scelto la strada più insicura dove le certezze sono poche e i dubbi attanagliano ogni mio passo, ho scelto la strada di questa vita che ancora mi regala emozioni.
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