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Post di Giuliana Zarantonello

Supervisore Forever, nato a Valdagno
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Poesie e in Frasi per ogni occasione.

Scritto da: Giuliana Z.
Ci sono persone che ti entrano nel cuore, percepisci il loro stato d'animo, quasi come fosse il tuo e lo senti anche se non sono presenti. Perché non puoi chiudere gli occhi la sera senza che siano lì, nei tuoi pensieri. Perché c'è qualcosa di grande nella vita che assomiglia a quella cosa che chiamiamo amore ed è un affetto grande che solo poche persone possono ricevere da te. Perché proprio quelle persone sono speciali e uniche. Perché c'è un perché a cui non sai rispondere, ma che ti porta in quell'immensità che va oltre a tutto, oltre la superficialità. Perché vorresti in questo momento stringerle forte a te e con loro piangere e ridere, magari sentendoti stupida. Perché non c'è mai un perché ai tuoi perché. Sono come i perché dei bimbi che chiedono in continuazione e non si accontentano mai delle risposte. Ma noi non siamo bambini. Perché fuori sul cielo notturno si affaccia la luna che unisce gli sguardi e fa sognare. Perché è così bello vivere e respirare l'ossigeno dell'amore, quello che ti da forza e che ti fa rialzare quando cadi giù. Ecco perché!
Composto martedì 13 ottobre 2015
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    Scritto da: Giuliana Z.
    Noi osserviamo sempre gli altri, a volte con la presunzione di dare consigli, e siamo pronti a giudicare. Invece, se solo ci soffermassimo a guardarci dentro, a vederci nella nostra totalità e non solo esteriormente, ecco, allora non avremmo bisogno di giustificare i nostri comportamenti. Perché è l'ignoranza alla conoscenza di noi stessi che scagiona le nostre azioni.
    Composto venerdì 25 settembre 2015
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      Scritto da: Giuliana Z.
      Ma esiste la dignità anche dopo la morte? Di quei corpi senza vita non vorrei più vederne, le immagini sono dure, cruente, tristi, raccapriccianti. Sono messe lì per smuovere la sensibilità di molti? Certo la smuovono, fanno venire la pelle d'oca, ti fanno sentire quel nodo allo stomaco, ribollire il sangue, fanno piangere. Ma credo che anche un corpo senza vita, un corpo senza respiro, un corpo senza battito abbia la propria dignità. È quel rispetto che dovrebbe essere insito in ogni essere vivente, un rispetto che va dato anche dopo la morte. Mostrare quei corpi esanimi scuote, è vero. Mi chiedo quale genitore vorrebbe vedere la foto di un figlio sbattuta nel web. C'è modo e modo. Esiste una decenza umana. Viviamo in una terra dove i media ci mettono al corrente di ciò che accade con una facilità estrema, diventando abitudinari a queste notizie, a questi fatti. Un assillare le menti per poi inculcarci dentro quello che vogliono, ed è così che diveniamo prede di un sistema che ci guida verso altre mete. Il tutto diventa così un'assuefazione che uccide il senso della vita. Uccide la normalità dei nostri giorni. Ci toglie spazio per buttarci dentro ad una massa. Diventiamo persone "non buone" che vanno addestrate, quelle a cui bisogna a tutti i costi far sentire colpevoli della nostra normalità. Attraverso i media vogliono far scuotere le nostre coscienze, come fossimo noi gente comune responsabili di quello che sta accadendo. Ci danno degli ipocriti nascosti dietro l'ignoranza, quindi le foto servono a farci vedere. Ed ora che abbiamo visto non abbiamo più scuse. Certo. Nessuna scusa. A parte il fatto che diventa tutto un gioco politico. Di questo si tratta, non di umanità. Di potere politico. La coscienza ce l'abbiamo tutti è quella che ci fa scegliere fra il bene e il male, ed è quella che ci fa capire. Che ci apre gli occhi al fatto che anche questa volta la foto di un bimbo è stata utilizzata per uno scopo politico. Le guerre ci sono sempre state e sempre ci saranno. I nostri nonni, i nostri genitori le hanno vissute, ancora oggi ci possono raccontare queste realtà. La differenza sta nel fatto che allora non esistevano le fonti di comunicazioni attuali. Io non posso sentirmi responsabile nel momento che ho la consapevolezza che loro, i migranti, prima di intraprendere il viaggio sono bene informati. Sanno che quel tragitto è pericoloso, forse più rischioso del rimanere. Si lo sanno. Quel padre conosceva bene il rischio che affrontava salendo su quella barca e sapeva benissimo che metteva a rischio la vita dei suoi cari. Ne era al corrente. E nel momento che si è al corrente, si ha anche la responsabilità delle scelte fatte (sia ben chiaro dicendo questo non lo sto accusando). Quel piccolo corpicino che ora tutti postano quasi come un loro figlio, di cui il mare ha tolto il respiro, sarebbe stato fra i tanti sconosciuti, colui che mai avremmo visto, mai avremmo conosciuto se non per un caso della vita. Chissà da grande cosa sarebbe diventato? Magari un padre di famiglia, con il suo lavoro da operaio, un dottore in medicina, un avocato, un imprenditore, un cantante, un attore... o magari il nostro vicino che per dignità non avrebbe mai chiesto aiuto! Quel vicino di cui nessuno nei social posta foto, nessuno ne parla, non può far notizia, tutti sanno, ma si finge di non vedere, di non sapere che è anche esso vittima di uno stato sociale, di una guerra silenziosa imposta da una società che corre verso il benessere ma che uccide. Uccide l'animo di chi resta indietro, del più povero o di chi caratterialmente non ha la forza di ribellarsi e allora subisce. Silenziosamente subisce restando invisibile agli occhi di tutti. Ecco perché non condivido quelle immagini.
      Composto giovedì 3 settembre 2015
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        Scritto da: Giuliana Z.
        Persone che pensano di farti sentire in colpa se vivi la tua vita in modo sereno, se non dai a vedere che anche tu hai i tuoi problemi, se non ti lamenti, se non chiedi aiuto, se le tue lacrime le tieni nascoste al mondo e se ti senti realizzato quando ti accontenti di piccole cose! Tu non puoi capire, tu non hai problemi, tu sei fortunato... tu... tu... tu... Tu non sai cosa vuol dire... tu... tu... tu... e così hanno bisogno di farti sentire in colpa, perché loro si sentono grandi utilizzando i problemi altrui e la cosa peggiore è che li utilizzano per valorizzare se stessi, per sentirsi buoni ed è così che diventando più miserabili di chi misero è (e non se ne accorgono neppure).
        Composto sabato 22 agosto 2015
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