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Commenti a "Il futuro è adesso, non domani." di Giampiero Piovesan


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Interessanti, Giulio, queste tue considerazioni (e percezioni) sulla relazione tra tempo e coscienza, cioè sulla dimensione soggettiva del tempo.
     Il problema del tempo, infatti, è un problema filosofico, scientifico, ma anche psicologico. Si tratta cioè di una grandezza per la quale sussiste una stridente discordanza tra la certezza della misura e la soggettività della percezione. Per dirla in modo più chiaro: tutti sanno quanto dura un'ora, un giorno o un anno; ma fatto sta che questa durata viene percepita in maniera estremamente diversa a seconda dell'età, delle attività in cui si è occupati, delle condizioni psicologiche in cui si vive, eccetera. Quando si è bambini, o quando si è in una sala d'attesa, il tempo sembra passare con inaudita lentezza; mentre corre velocissimo in età matura, o quando si è presi da un'attività piacevole o comunque molto impegnativa. Io per esempio ricordo quarti d'ora lunghissimi di attesa, seguiti da ore felici che duravano un attimo...
     Questo restringersi o dilatarsi del tempo a seconda della nostra percezione sembra quasi ridisegnarlo come dimensione soggettiva piuttosto che come entità esteriore di natura obiettiva, quale pure ci occorre ai fini di un univoco criterio di misurazione uguale per tutti.
     Ma non è solo il tempo, a dilatarsi o a restringersi in dipendenza dei nostri stati di coscienza: se ben ci pensi, è l'intera realtà "esterna" ad assumere valenze diverse a seconda del nostro stato fisico, mentale, spirituale, insomma della nostra percezione.
     Quasi che la "realtà" che assumiamo "esteriore" fosse solo una serie di stimoli capace di tradursi in effettiva realtà solo attraverso il sentito e il vissuto di ciascuno di noi.
      Quasi che fossimo NOI SOLI ad esistere, e tutto ciò che ci circonda fosse solo uno schermo bianco su cui proiettare noi stessi.
      Personalmente, sin da bambino sono stato affascinato da questi problemi, anzi per meglio dire da queste sensazioni; quindi posso ben capire il tuo affastellarti intorno al problema. Si prova qualcosa di molto simile al disagio che prova chi sa di stare dormendo, vorrebbe svegliarsi, ma non ci riesce del tutto, e reiteratamente ripiomba nel sonno...
      OTTIMO.
      Perché prima o poi ci si sveglia, e allora tutto, per incanto, ci appare chiaro...
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Il rapporto che lega il futuro al presente, ovvero quella corrispondenza per cui ciò che accadrà nel futuro dipenderà da ciò che accade nel presente e , dunque necessariamente, di ciò che è accaduto nel passato, pone due riflessioni alla nostra attenzione: la prima riguarda proprio questa considerazione di vedere il presente come già passato, di non sapere cioè essere in grado, se non solo astrattamente di vivere il presente, ma solo avere l' immediato, quanto comunque successivo ricordo dell' immagine del presente appena passato. Questa considerazione sembrerebbe riguardare la nostra coscienza. Esperimenti scientifici hanno stabilito che l' impulso nervoso che comanda il movimento di un dito che si chiede di muovere dopo un segnale luminoso è successivo al movimento del dito stesso, segno questo che ci consiglia di rivisitare le nostre convinzioni riguardo alla nostra coscienza e le nostre convinzioni tutte.
La seconda riflessione...azz! devo andare a lavorare. Spero di non dimenticarmela :-)
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Due soli, brevi pensieri ad alta voce.
1) Non avevo mai considerato, nelle mie veglie filosofiche volte a trovare una speranza cui aggrapparmi, l'ipotesi di confidare in Renzi. Potrebbe essere una soluzione: ci penserò seriamente ogni notte tra le ore 3 e le ore 4.
2) Per fragolosa 67 (commento n.5): profonde considerazioni filosofiche, nonché illuminate  visioni di evanescenza giuridico-giudiziaria, mi inducono a ritenere che anche tasse e debiti, come tutte le cose, abbiano un loro luogo e un loro tempo, decorso il quale siano fortunatamente (o sfortunatamente) destinati all'inesistenza e all'oblio.
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speriamo in renzi
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Ok... apriamo le braccia a questo futuro che è oggi...!
Spero solo di non trovarmi il vento contro....!

Buona giornata G.Piero .

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