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Commenti a "Il futuro è adesso, non domani." di Giampiero Piovesan


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Certo che E=mc² è un'equazione. Non ho mai asserito il contrario. : //
    
    Ma questa equazione stabilisce, per l'appunto, l' EQUIVALENZA tra l'energia (E) e la massa (m) di un sistema fisico. Non lo dico io: lo puoi trovare scritto, papale papale, nell’articolo di wikipedia relativo alla voce E=mc², che prosegue così:
    “ Fino al 1905 (nota mia: anno in cui fu enunciata la teoria della relatività ristretta di Einstein) tutti pensavano che la massa e l’energia fossero due realtà fisiche molto diverse, completamente separate e senza punti di contatto. Ma Einstein in quell’anno (…) comprese che queste due realtà fisiche, apparentemente così diverse, sono in verità strettamente legate da un valore numerico molto preciso: il quadrato della velocità della luce(c²). Questa geniale e semplice formula, che all'epoca risultò assolutamente rivoluzionaria, stabilisce che massa ed energia sono equivalenti, come se fossero le due facce della stessa “medaglia”. Nella relazione di Einstein sono riassunte proprietà fondamentali della massa (materia), evidenziate dalle sue interazioni con l'energia:
1. la massa, considerata isolatamente, non si conserva ma è soggetta a continue variazioni; in particolare aumenta di una quantità pari a E/c² quando assorbe energia (radiazione elettromagnetica), mentre diminuisce quando perde energia, ad esempio emettendo fotoni; in questo caso alla quantità di massa scomparsa corrisponde un'energia emessa pari a mc²;
2. dalla 1 consegue che la massa non è altro che una forma di energia;
3. qualsiasi corpo a riposo possiede un'energia per il solo fatto di avere una massa; questa energia di riposo si indica con la formula  =   ed è posseduta sia dalle particelle atomiche e subatomiche sia dai corpi macroscopici.
4. la conservazione dell'energia meccanica ricomprende, oltre all'energia cinetica e all'energia potenziale, anche la massa quale ulteriore forma di energia; si ottiene così l'energia totale meccanica del corpo, proporzionale alla massa a riposo. ( fonte citata in nota:  La fisica di Amaldi, vol. 2: termologia, onde, relatività (cap. 14), ed. Zanichelli, 2011)
La formula E = mc², propria della teoria della relatività ristretta, (…) è probabilmente la più famosa formula della fisica, grazie al suo intreccio di novità, semplicità ed eleganza.
Essa prende in considerazione:
• E: rappresenta l'energia meccanica, potenziale più cinetica, espressa in joule (…);
• m: rappresenta la massa a riposo, espressa in chilogrammi (kg);
• c: rappresenta la velocità della luce, espressa in m/s: 299.792.458 m/s, generalmente approssimata a 300.000.000 m/s (3 x 108m/s). (…) “.
Seguono, nell’articolo, altre precisazioni tecniche che non interessano ai fini del nostro discorso, ma ci sono ancora due cose illuminanti ai nostri fini. La prima è una precisazione fornita dallo stesso Einstein:  «Se un corpo perde l'energia L sotto forma di radiazioni, la sua massa diminuisce di L/c². Il fatto che l'energia sottratta al corpo diventi energia di radiazione non fa alcuna differenza, perciò siamo portati alla più generale conclusione che
La massa di qualunque corpo è la misura del suo contenuto di energia; se l'energia varia di L, la massa varia nello stesso senso di L/9 × 10^20, misurando l'energia in erg e la massa in grammi.”
      La seconda è la seguente precisazione: “ la concezione einsteiniana gettia una luce unificante sulla realtà fisica. La massa è, in sostanza, una forma di energia estremamente concentrata che in determinati processi fisici può essere liberata (es. massa solare, centrali atomiche, decadimento di materiali radioattivi, emissione di radiazione elettromagnetica da parte di atomi e corpi materiali), così come l’energia può trasformarsi in materia, come si verifica negli acceleratori di particelle e nella collisione di fotoni. All'inizio del paragrafo si è detto che l'equivalenza tra massa ed energia fa pensare alle due facce della stessa “medaglia”; ma poiché la massa è una forma di energia, si può ora precisare che questa “medaglia” sia, in ogni caso, quella dell'energia.
Prima del 1905 esistevano due leggi (o princìpi) di conservazione ben distinte e separate: la legge di conservazione della massa, scoperta da Lavoisier, e la legge di conservazione dell'energia (primo principio della termodinamica), alla cui scoperta hanno contribuito, nella seconda metà del 1800, diversi scienziati (Joule, Carnot, Thomson, Clausius e Faraday): “nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”. Einstein ha unificato le due leggi in un unico principio di conservazione, che coinvolge unitariamente tutti i processi fisici di trasformazione della massa in energia e viceversa, dato che l'una può trasformarsi nell'altra secondo una esattissima relazione matematica. Ciò che resta sempre costante sul nostro piccolo pianeta e nell'universo è la somma di massa ed energia. Con Einstein è nato, quindi, il principio di conservazione della massa–energia.

     Quanto poi alle tue parole: “se riscaldi l'acqua che succede, se riscaldi i gas che succede ... se riscaldi il ferro che succede ... Ti assicuro che dire che l'energia fornita alla materia le permette di cambiare stato non è un eresia ... E' una realtà fisica! “,  non ho nulla da obiettare quanto alla fisica di Joule, Carnot, Thomson, Clausius e Faraday, ancora valida in sede di alambicchi, elettroscopi e bagnimaria; ma se vogliamo discutere dei massimi sistemi, cioè della realtà fisica per quello che è e non per quello che appare o è utile nel nostro microcosmo quotidiano, dobbiamo passare QUANTO MENO alla teoria della relatività, vecchia ormai di più di un secolo… 
     Resto in trepida attesa delle ulteriori risposte che mi preannunziavi.  : )
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Domani ti risponderò ad altro però ti faccio un'osservazione, se riscaldi l'acqua che succede, se riscaldi i gas che succede ... se riscaldi il ferro che succede ... Ti assicuro che dire che l'energia fornita alla materia le permette di cambiare stato non è un eresia ... E' una realtà fisica!

Materia ed energia non sono la stessa cosa, non lo ha mai detto nessuno!!! E=mc² non è un equivalenza, è un equazione!!! ...
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Ammettere che la nostra percezione "del tempo" sia "diversa dal reale" significa rimanere legati all'idea che il tempo esista. Esso invece proprio non esiste: è una nostra proiezione, allo stesso modo in cui lo è lo spazio. Mi rendo conto che questo possa risultare strambo, ma lo è allo stesso modo in cui potrebbe apparire stramba, a un uomo del medioevo, l'idea che la Terra sia rotonda, e che nel contempo agli antipodi la gente non cammini a testa in giù.
   Ipotizzare poi che "a consentire i cambiamenti di stato della materia sia l'energia che la eccita", è una vera e propria contraddizione in termini, anzi una vera e propria eresia scientifica, se è vero - come è vero - che materia ed energia sono la stessa cosa.
    CHE COSA però siano, questo ancora non lo sa nessuno.
    E allora? E allora stanotte dormirai, e sognerai. Sognerai luoghi e fatti che non esistono. Sognerai storie che al risveglio ti appariranno inverosimili. Sarai per alcune ore - solo ed esclusivamente - soggetto: soggetto creativo, privo di condizionamenti "obiettivi", di ogni legame con la "realtà". Potrai volare, spostarti in un istante da un luogo all'altro, incontrare m0rti, o anche persone che nel sogno conosci ma poi, al risveglio, ti appaiono del tutto sconosciute. Potrai essere contento o scontento di cose, fatti e situazioni "inesistenti". E tutto questo, senza tempo alcuno.
     Poi, per decenni, sperimenterai le catene del risveglio, finché un giorno ti addormenterai e non ti risveglierai più. E sarà la fine di te, forse; ma sicuramente la fine del TUO tempo. Cioè, dal TUO punto di vista, la fine del tempo.
     Poi ci saranno altri milioni e miliardi di anni senza di te e senza che tu te ne accorga, e pressoché infiniti sacchi vuoti che "di tempo in tempo" si riempiranno di coscienza e poi se ne svuoteranno, rimanendo privi di "vita" e di "tempo". Finché l'entropia, o il big crunch, o chissà quale catastrofe spazzerà via tutto e tutti.
     E allora il tempo finirà per tutti, perché non ci sarà più nessuno a crearlo; e finirà con esso anche lo spazio, e con essi la "scienza", perché nessuno più ne avrà bisogno.
     Cosa rimarrà? Non la storia, perché nessuno più ci sarà a poterla leggere. Non il vuoto o il nulla, perché non può rimanere ciò che per definizione non esiste.
     ... se la materia non ha speranza se non quella della fine, quale speranza potrà mai da sola avere la scienza, che per sua stessa vocazione si incatena ad essere scienza della sola materia, senza neanche sapere COSA è la materia, e cosa l'energia?
     Quando il mio cane era ancora vivo, e giovane, si divertiva a girare in tondo per mordersi la coda. Una visione solo "scientifica" della realtà pone in essere, in pratica, la stessa operazione. Con la grave pecca, però, con queste prospettive, di non fare nulla, ma proprio nulla di divertente.
      Se viceversa ipotizziamo che matrice dell'universo sia la coscienza, e non la materia, e che quindi la coscienza preesista alla materia, la pervada, la insemini rifrangendosi in miriadi di soggettività, e poi della materia si liberi raccogliendo, proprio come nel raccolto del grano, infinite nuove soggettività sempre più pure, consapevoli e libere di scorie, si aprono alla nostra mente orizzonti infiniti, affascinanti, e - quel che più conta - infinitamente divertenti.
       ...Chissà... forse, dopo le conquiste dell'homo sapiens, la nuova frontiera dell'evoluzione sarà il predominio dell'homo ludens. Per arrivare poi all'homo ridens, e, come apice di ogni perfezione, all'homo sbellicans: condizione cui non posso negare di essere molto, ma molto vicino. : )
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Il sorriso è un segno sintetico ( non ho tempo, sto cucinando del pesce abissale, br utto quanto mai, ma buonissimo) per dimostrare la mia personale gratitudine ad entrambi, Sir e Pino, per gli interessanti e gradevoli commenti cui  vorrei poter partecipare, seppur, certo, più goffamente di voi, amici, nell' apportare un po di consapevolezza di ign oranza verso questioni così affascinanti :-)
Salutoni ad entrambi.
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Il sorriso è un segno sintetico ( non ho tempo, sto cucinando del pesce abissale, brutto quanto mai, ma buonissimo) per dimostrare la mia personale gratitudine ad entrambi, Sir e Pino, per gli interessanti e gradevoli commenti cui  vorrei poter partecipare, seppur, certo, più goffamente di voi, amici, nell' apportare un po di consapevolezza di ignoranza verso questioni così affascinanti :-)
Salutoni ad entrambi.

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