Questo sito contribuisce alla audience di

Commenti a "Bene e male non esistevano prima che l'uomo li..." di Giuseppe Ierna


49
postato da , il
Nooo !  Un commento sudato ( letteralmente) , andato in fumo... l' universo ringrazia.
48
postato da , il
Concetti certi, a mio avviso, sicuramente non ne abbiamo.
    Ma a ben pensarci, le categorie del bene e del male non ci servono gran che a decidere come dobbiamo agire noi, ma a decidere come devono agire (anzi: come avrebbero dovuto agire) GLI ALTRI. Per quanto invece riguarda il nostro personale agire, ciascuno di noi agisce secondo ciò che DESIDERA fare. Solo se desidera fare fino in fondo il proprio DOVERE, si rivolgerà ai concetti di bene e di male. Ma di solito questa ricerca verrà superata dal desiderio, che è più forte, quanto all'agire, della ragione.
     Il desiderio è sentimento.
     Le categorie del sentimento sono l'Amore e l'Odio.
     Esse non attengono al pensiero, ma alla vita.
     Ebbene, se la frase fosse stata "Amore e odio non esistevano prima che l'uomo li provasse", non sarei stato d'accordo,per il semplice motivo che credo che l'amore sia causa di tutte le cose che esistono, e del loro stesso rimanere unite: ragion per cui si tratta di categorie che preesistono, secondo me, non solo all'uomo, ma alla creazione intera, in un imprescindibile rapporto causale.
     Per me, insomma, bene e male altro non sono che un riflesso razionale della molto più importante dicotomia amore/odio. Ho, di conseguenza, scarsa considerazione della prima, troppo spesso ingannevole, e che oltre tutto vorrebbe indurmi ad emettere continui giudizi sull'operato altrui, e massima considerazione della seconda.
     Qui si porrebbero cento altri problemi; ma credo di avervi tediato abbastanza, pur avendo scritto nottetempo per evitare di "ingolfare" il post con le mie solite chiacchiere.
47
postato da , il
Andando più a fondo, sorge il problema se queste categorie razionali trovino la loro origine solo nella mente umana, o non si tratti di categorie preesistenti... nella mente di qualcun altro, cioè di Dio, o nella coscienza universale, o nel mondo delle idee, o dovunque si fosse andato a ficcare lo "spirito" quando l'essere umano non c'era.
    A mio avviso, questa possibilità è esclusa dalla stessa falsa antinomia dei due concetti, che è per un verso logicamente irriducibile, ma per altro verso realisticamente (cioè sul piano di ciò che esiste nella mostra realtà) contraddetta nella continua esperienza della commistione continua dei due opposti, tale da indurre molti (tra cui mi pare il Cataldo) a ritenere che l'uno non possa esistere senza l'altro.
     Questa commistione dei concetti, oltre tutto, non è tale solo sul piano dell'esperienza, ma anche sul piano meramente concettuale: ne sia prova il sussistere di un'ampia zona di confine, in cui ci è praticamente impossibile effettuare un taglio preciso tra i due concetti, se non in base ad opinioni che possono tranquillamente divergere.
     Perché avviene questo? A me pare ovvio che avviene per il semplice motivo che l'essere umano ha uso di quel tanto di ragione, o meglio di "ratio", che gli serve per vivere nei limiti temporali e spaziali che gli competono. Esiste a mio avviso un limite intrinseco alla nostra ragione, che ci impedisce di andare oltre le soglie dell'infinito, ove sono situate le grandi soluzioni RAZIONALI che pure cerchiamo.
     Ne deriva che se anche Dio esistesse (come io credo esista), e con Lui esistessero precisi ed univoci concetti di bene e di male, non ci è dato assolutamente raggiungerli: ragion per cui il bene e il male, come li intendiamo e li possiamo intendere noi, sono e saranno sempre connessi alla nostra mente, e limitati da essa, a sua volta limitata dalla capacità della nostra scatola cranica.
     E con ciò, ha di nuovo ragione l'autore della frase.
     Tutto è dunque relativo? Non abbiamo concetti CERTI cui aggrapparci per decidere al meglio come agire (è questo poi il senso del problema)? (segue)
46
postato da , il
Io invece concordo in pieno con l'autore della frase, ma per ragioni più profonde di ciò che potrebbe sembrare.
     Bene a e male fanno parte, come il bianco e il nero, il bello e bru*tto, eccetera, di quelle categorie che appaiono inconciliabili alla nostra ragione, e che viceversa convivono  fuse nella nostra esperienza quotidiana, in infinite sfumature di grigio, o se si vuole di bello/bru*tto, o di bene/male. Sono categorie RAZIONALI: dipendono, senza possibilità di equivoco, dalla ragione: non appartengono al novero di ciò che esiste, ma di ciò che viene pensato.
    Mi pare esatto, quindi, asserire che bene e male, non esistessero prima che l'uomo li pensasse, come dice la frase.
     Mi rendo conto però che il problema non possa risolversi così semplicisticamente: occorre andare più a fondo. (segue)
45
postato da , il
Ma, Cataldo, concordo appieno. Sottolineo solo che, in casi come questi, scienza, spiritualità, teismo, ateismo, fede, ragione, fides et Ratzinger, ecc. ecc. approdano alla stessa conclusione. Molto o troppo spesso non accade, stavolta sì. E non per un'ennesima forma di sincretismo, bensì poiché qualsiasi tipo d'analisi conduce a un esito univoco.

Invia il tuo commento

Disclaimer [leggi/nascondi]

Guida alla scrittura dei commenti