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Commenti a "Bene e male non esistevano prima che l'uomo li..." di Giuseppe Ierna


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Non si può uscire dal proprio corpo. Si può scegliere di costruirci sopra un illusione per cercare di essere qualcos'altro di diverso.
Ma il pensiero che ti ha spinto a immaginare di voler essere altro,
è sempre figlio di quelle stesse ossa da cui vorresti uscire.
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PS:
L'uomo non può porre fine ai misteri di questa vita, ma non può nemmeno porre fine nel domandarselo. Non credo che millenni di filosofia abbiano come unico motivo quello di giustificare la propria esistenza. C'è chi nasce per fare crak crak, e chi per pensare. L'essere umano è nato per pensare. Non abbiamo inventato il pensare, era già in noi prima che nascessimo, come era già in noi il bene e il male, "prima" che vedessimo la luce.  Quindi bene e male è comunque parte integrante di questa vita, dal momento che noi siamo questa vita.
E questa vita in un certo qual modo è in noi. La natura ragiona con altre logiche , o forse non  ha logiche, forse è semplicemente divenire. Ma se non fosse così ?.. se anche un albero avesse uno spirito e una coscienza e quindi una consapevolezza del bene e del male?.
lei può veramente sostenere che un albero come una lumaca non ce l'abbiano uno spirito signor Lernia ?.

Cordiali saluti
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Forse è per questo che non ho mai sopportato gli architetti o gli ingegneri che scrivono poesie. Non si sciolgono come candele..
restano nel loro quadrato fatto di colori senza colori.
Devo andare.
Ho affittato  un carrello della spesa per due settimane.
Vado a ritirarlo se no mi scatta la penale.

Buone vacanze.
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Lernia... tu non sei una pianta, sei un essere umano con i suoi geni e il suo scopo. Non puoi pensare di pensare come la natura. Puoi pensare di pensare a non pensare, ma anche pensare di non pensare è comunque un pensiero. Figuriamoci il pensare di de-pensare nel non pensiero ma comunque pensandoci ancora.
Pensaci ....
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Quando leggo i commenti di Vincenzo, mi sembra di vedere un uomo uscire da una specie di capanna, che ti fa sedere e offrendoti un bicchiere di vino (senza bisogno di parole) ti fa capire perchè chi ha bisogno di analizzare troppo le questioni, sono gli ultimi che si godranno quel che di buono si trova in questa vita.
Fiumi di parole in un nulla di fatto.

E poi analizzare ogni singola cosa, non toglie essenza alla cosa stessa?
Non è meglio rimanere un pò incantati ogni tanto.
Spero che la poesia non diventi mai un teorema matematico da risolvere.


Arrivederci.

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