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Commenti a "Nessuno prega in paradiso." di Giovanni Nebuloni


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postato da , il
Scusa se ti ho accorciato un pò, ma la razionalità come vedi viene a galla. Ti rispondo molto semplicemente.
Credo che in ognuno convivano un'insieme di sensazioni, emozioni, e tanti altri aspetti che molto spesso rimangono segreti a noi stessi
(non vogliamo scomodare Freud vero?) , queste nostre sfumature ,come nella questione precedente, male si adattano all'ambiente in cui
viviamo. L'essere se stessi nella percentuale più alta possibile comporta un duro lavoro. Se volessi apparire spietatamente (perchè questo aggettivo?) razionale , dovrei ignorare e comprimere il mio lato assolutamente 'romantico' e passionale nei confronti di tutto ciò che rappresenta il bello in tutte le sue forme artistiche. Se invece mi atteggiassi a poetessa dai sublimi sentimenti e rinnegassi quella parte logica su cui si fonda
il mio equilibrio apparirei in totale contraddizione, non potrei razionalmente valutare il mio operato. La bellezza dell'uomo è la capacità di racchiudere tante sfaccettature della sua anima che se grazie al coraggio emergessero, non conosceremmo la frustrazione di abitare in un corpo non nostro,
di dire cose che gli altri vogliono sentirci dire, spalmarci al pensiero comune per ottenere benevolenza. Scusa se mi riaggancio al discorso iniziale
ma il principio fondante per avere almeno una parvenza di felicità è assecondare il nostro Io, senza dover necessariamente rientrare dentro uno schema prestabilito. Forse pecco di presunzione parlando del genere umano, in effetti riflettendoci bene, credo di appartenere ad un genere a parte,
ma la mia in ogni caso è una felicità conquistata da convinzioni  che non intendono scontrarsi nè sovrapporsi con atteggiamenti altrui.
Ciao  Bluedeep !  (per intero)  a me va bene anche  1, essere primi non è male !!
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Certo " 1" , il bene della società - osservi- non è la meta della società stessa perchè - io credo -   i desideri dei singoli non combaciano  con quelli della società - laddove non  si intenda, per società quella italiana piuttostochè quella australiana, ma solo società umana- qualsiasi conflitto e contrasto sarebbe nullo , se cosi' fosse.
Grazie per aver scambiato due parole , ti saluto .
P.S. come riesci a scrivere cosi' belle poesie e ad essere anche cosi' spietatamente razionale ?
Ciao.
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Ok. Blue ti offro quest'ultimo spunto. Il bene sociale , non è mai stato e credo mai sarà meta della società stessa, proprio per la
riflessione che ti portavo in esempio. Ognuno ,secondo il suo sentire vorrebbe vivere in pace con se stesso e con gli altri, ma
è una meta troppo ambita perchè ciò possa verificarsi. Se prendiamo come esempi i dettami cattolici, non credo che troveremmo un solo vero cattolico al mondo che si attenga a tale 'disciplina' in quanto è in perfetta antitesi con ogni desiderio umano. Nel caso in cui ci riuscisse ne deriverebbero  soggetti di inclinazione psicopatica o nel migliore dei casi 'un mistico'. Il cattolico credente
fa del suo meglio per esserlo, ma essendo impossibilitato a seguire i dettami della Chiesa fa riferimento a Dio. Quindi è un credente non cattolico. Quì si cade in contraddizioni enormi che generano conflitti interiori , religiosi, sociali. Concludendo sarebbe
meglio che ognuno seguisse il suo sentire senza dogmi , questo renderebbe l'essere umano più felice , moltiplicando se stesso
per l'intero genere umano ne deriverebbe un mondo migliore. Ma sono favole per bambini a cui solo loro possono credere.
Grazie per l'ascolto.
27
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Non so se si possa arrivare da qualche parte sviluppando altre argomentazioni diverse da questa , cosi' come non so se sia sociale o religiosa l' origine della conflittualità e della divergenza dei desideri umani - desideri che penso siano alla fonte degli umani comportamenti- ,  e confesso di non sapere neppure se possa essere la religione - cristiana o meno- , o la società a determinare quale sia il bene comune  , ma credo che esso sia proprio la produzione di desideri che creino armonia e non conflitti tra gli uomini.
Certamente il ritrovarmi a fare inutili monologhi non è un bene  :-))
Ciao.
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postato da , il
@Bluedeep

Mi dispiace, non era mia intenzione interrompere alcun chè, ma come tu stesso hai osservato , le divergenze , per quanto
in buona comunione, si differenziano in maniera talmente macroscopica che non sarebbe possibile divenire a nessuna
conclusione. Come altre volte ho già avuto modo di dire è un concetto che entra dentro una sfera personale. Il credente vive
e si nutre della propria fede e convinzione da cui trae beneficio, il non credente potrebbe confutare tale convincimento con
il raziocinio. Due aspetti inconciliabili ma ambedue degne di ogni rispetto!!!!   Vi prego di continuare, vi leggerò volentieri !

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