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Commenti a "Sesso. Parente povero d'amore." di Gaetano Toffali


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no, Bompiani edizioni
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Assiomaticamente?
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io leggo Furore di Steinbeck
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Ho capito, e posso anche essere folkloristicamente d'accordo. Ci si può anche ruminare per fondarci su una qualche fantasia, o farsi una risata.
Ma il brutto secondo me viene quando ci si compenetra nel personaggio,  e si ritiene ciarpame tutto ciò (ragione compresa) che è il fondamento della nostra civiltà occidentale. Quando si parte per le sfere iperboree dell'astrazione, è cessato ogni tipo di dialogo. E guarda che ti parla uno che più volte è partito (non con Nietsche, ma con esperienze personali di spiritismo)  e ha fatto l'esercizio di tornare coi piedi (almeno uno) per terra.
Apertis verbis: a me, proprio dovendo scegliere, piace molto di più Bertrand Russell, che pure è agli antipodi del mio modo di vedere (ma Russell ragiona, e come), di un Nietsche che sputa sentenze ed aforismi, in cui ciascuno può vedere ciò che gli pare, senza alcuna possibilità di dialogo razionale con l'altro, se non un ipotetico "un giorno capirai". Da qui alla compagnia di Baal, o alla più vieta delle massonerie, o anche (perché no?) all’inquisizione seicentesca, il passo è di una brevità estrema...
Guarda che i peggiori crimini della nostra era sono stati commessi da persone che si credevano “illuminate”: pensa a  Hitler, o alle torri gemelle, o anche (perché no?) proprio al rogo di Giordano Bruno…
L’illuminazione va benissimo, per carità; ma la ragione DEVE poter svolgere la sua indagine, altrimenti siamo perduti.
Questo, e non altro, io chiedo al buon Vincenzo: e lo seguirò e perseguiterò di fiore in fiore, finchè l’otterrò…
PS: l’elmetto, se non ti serve, dallo alla povera Bea… è piena di bernoccoli…   : )))
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Giuseppe, mia sorella la pensa esattamente come te, ma a volte il bello di Nietsche sono proprio gli assiomi, ognuno puo' interpretarli come vuole, lascia spazio alla fantasia, e alla personalita' di ognuno, ci sono frecce, ci sono belve, c'e' una meta.

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