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Scritta da: Andrea Manfrè
Le osservazioni e gli incontri dell'uomo taciturno e solitario sono insieme più vaghi e penetranti di quelli dell'uomo socievole, i suoi pensieri più gravi e bizzarri, mai senza un'ombra di mestizia.
Immagini ed impressioni che - con un'occhiata, un sorriso, uno scambio di giudizi - sarebbe facile disperdere, lo occupano più del dovuto, si approfondiscono nel silenzio, acquistano peso, si trasformano in episodio, in avventura, in fatto sentimentale. La solitudine matura l'originalità, la bellezza audace ed inquietante, la poesia.
Ma anche l'opposto l'abnorme, l'assurdo, l'illecito.
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