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Scritta da: Michele Pernozzoli
La tecnologia obbliga gli uomini a prendere atto della propria stupidità. È il paradosso dell'antico Sapiens Sapiens. Più ha saputo dominare i suoi procedimenti mentali, più ha saputo concretizzarli in strumenti raffinatissimi per la soluzione di problemi astrusi, più ha scoperto la sua voglia irrefrenabile di servirsene per soddisfare pulsioni sempre più scollegate dal "controllo corticale". Per usare una pietosa parafrasi.
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    Scritta da: Michele Pernozzoli
    Mare lento e assolato, onde silenziose. Profumi intensi di resine. Fruscio di foglie, scintillio di neve. Colori inattesi, petali, ali leggere. Aroma di pane sfornato, una fontanella. L'ombra di un pino: un bel Brunello, salame e sfilatino, nel sottofondo delle cicale. Basta così.
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      Scritta da: Michele Pernozzoli
      Due magie, viaggi e vacanze, si traducono in rovelli angosciosi, mentre sparisce anche l'idea di tempo libero. Meno lavoro, meno soldi: tempo disperato, senza soluzioni. Più lavoro, meno soldi: tempo ossessionato, complicazioni. Fallimento del turismo, fine di un mondo classico, estinzione di novità velleitarie, collasso della formazione, scuole, corsi regionali, università. Morte del lavoro, delle vacanze, dei viaggi e della libertà. Comincia la migrazione.
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        Scritta da: Michele Pernozzoli
        Un filosofo di bello spirito, taccio il nome, vede nella natura il partner con cui negoziare lo sviluppo del progresso e chiama gli scienziati a darle voce, unici rappresentanti legittimi. Piccolo particolare: è l'alta finanza che autorizza l'economia e la politica a dare voce agli scienziati, se producono profitti. Almeno finché non è fatta da biscazzieri, che si giocano tutto in borsa, soprattutto la natura, le famose "materie prime", come in un grande casinò. Alla faccia nostra.
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