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Scritta da: Michele Pernozzoli
Un osservatore seduto sul marciapiede di una strada volge lo sguardo davanti a sé e senza particolare curiosità incorpora le immagini alla portata dello sguardo. Un poeta, uno scrittore, un pittore fanno la medesima cosa, con la sola variante del posto di osservazione, che anziché il ciglio della strada è la terrazza del palazzo più alto.
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    Scritta da: Michele Pernozzoli
    Inconsapevole

    Avvolta dalla scrivania universalmente anonima:
    Lo sguardo ceruleo, un’esile diafana figura anima,
    Occhi ammaliati dalla lucida fialetta trasparente:
    Due gocce arrembano e si colliquano teneramente
    Nelle due cavità accoglienti, ignee e umettate
    Due gocce di collirio; ed è l’eponimo del delirio:
    Quel lucido intervallo che preannuncia la follia
    Dell’ignaro spettatore catatonico, ammaliato
    Dal catartico unguento che spaglia dalle orbite;
    Irrora e accarezza le pallide e rugiadose gote
    Sfiora, si coagula e penetra nella cavità piretica;
    Le labbra umide e rubizze esaltate dal composto e,
    L’ospite, nell’estatica diallage, ingorgato nell’onirico deliquio.
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