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Scritta da: Micaela Fantauzzi
Come uno stridere di gesso sulla lavagna, il rimorso gli perforava la mente e l'animo. Fissava la luce, che, penetrando dalle sbarre, disegnava righe alternate sul pavimento.
Era uscito da quel corpo che non gli apparteneva più ed allontanandosi da quelle mani assassine, guardava l'uomo seduto a fissare il pavimento.
Quello spregevole involucro sarebbe stato il suo compagno di cella... per sempre!
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