Scritta da: Elisa Favrin
La testa mi girava un po' e lui mi teneva stretta la mano mentre mi parlava. Suoni confusi, ovattati, lontani mille miglia, solo a sfondo della scena principale. Il contesto sembrava quasi sparire per lasciarci lì, abili giocatori di chissà quale gioco poi.
Il suo respiro mi arrivava caldo sfiorando il mio orecchio, parole leggere e perfette sulla punta dell'alcool. L'istinto. La fantasia. I profumi ci avvicinavano sempre di più...
Elisa Favrin
Composta giovedì 1 settembre 2011
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    Scritta da: Elisa Favrin
    Una volta, prima di partire, ho incrociato in auto un mio conoscente. Era una meravigliosa giornata di sole, e gli occhi, i suoi occhi, mentre le auto si incrociavano, li vidi bene. Torbidi e vuoti. Ecco, io forse ho paura degli sguardi vuoti della gente. Di quelli che rispondono "Ho pensieri, passerà!" Oppure "eh, fai presto a parlare tu, sei giovane, io alla tua età saltavo i fossi per lungo" scommetto che quelli proprio, avevano lo stesso sguardo anche da giovani.
    Elisa Favrin
    Composta giovedì 1 settembre 2011
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      Scritta da: Elisa Favrin
      Avanza a ta-stoni chi ci-eco vede solo sé.
      Non tutte le emozioni sono sudore, tremolio, parole balbettate.
      Ci sono i lati b.Endati.
      Non chiedi non vedi ti rispondi sprofondi.
      Il non-con-tatto è difesa. Ci si difende dalla paura.
      E la paura è emozione tremenda. Mente muta.
      Elisa Favrin
      Composta giovedì 1 settembre 2011
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