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Scritta da: Dino Di Girolamo
Siamo circondati da persone che dicono di essere amici, che ci saranno vicine, che ci saranno per sempre, che loro sono diverse, che dobbiamo avere fiducia, che non dobbiamo temere di loro perché non ci faranno del male, che siamo fratelli, che siamo sorelle, che sarà per sempre, che è tutta una bugia. Viviamo in un mondo di menzogne, di falsi e ipocriti. Gente che gode a far del male agli altri ma la cosa più brutta è che chi viene ferito soffre, soffre tanto e più soffre più cerca di non soffrire ancora, ma irrimediabilmente soffre sempre di più, più di prima.
Composta giovedì 21 febbraio 2013
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    Scritta da: Dino Di Girolamo
    Sfioro il vento con le dita. Un gesto inutile. Frantumo l'aria con un nome che non mi appartiene. C'è leggerezza nel dolore. Cieca, palpo la brezza ma le mie mani hanno dimenticato come riconoscere il tuo viso. Il vento ha una fragilità tenace però e lascia sempre una traccia di te nel mio respiro.
    Composta lunedì 4 febbraio 2013
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      Scritta da: Dino Di Girolamo
      A chi è prigioniero dei propri eroi, ché gli eroi non esistono. Babbo Natale sì, eroi e profeti no. Esistono uomini e donne capaci di fare cose inimmaginabili, eppure umani e fallibili, non per questo meno ammirevoli. Spesso però siamo alla ricerca di oracoli ai quali domandare verità totalizzanti. Non sempre esiste una risposta, e quando la risposta non c'è impara ad accontentarti di un giudizio sospeso e pure appagante. Il dubbio è conquista.
      Composta lunedì 4 febbraio 2013
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        Scritta da: Dino Di Girolamo
        Vorrei scappare da casa, vorrei farlo per una volta sola, partire la mattina, mentre qui tutti dormono, guardare l'orologio che segna le 5:30 del mattino, mi lavo in silenzio, mi vesto, prendo la mia musica e metto le cuffie, aprire la porta e scendere le scale, e ad ogni scalino, un piccolo sorriso, so dove sto andando, so che la fuori tutto è più ampio, mentre l'arietta del mattino tocca il mio viso, il silenzio è assurdo, mi rilassa, so che dormono tutti ed io, mi metto in marcia, non so dove poter andare, ma non mi interessa, qualche auto passa già, forse è gente che come me cerca la sua libertà, o forse, semplicemente va a lavorare, e mentre cammino mi sento allontanare da casa, e mi sento meglio, ad ogni passo un pensiero se ne va, accendo il cellulare? No, non è il caso, perché ora voglio stare da solo, ed esplorare luoghi a caso, salgo sul bus, vado in centro, cammino, ma non mi fermo, cerco di arrivare sempre più lontano, via da ogni litigio, via da ogni punta di nervoso, questa è la mia giornata, questa è la mia vita, e non tornerò a casa fino a quando tutto non sarà cambiato, resterò libero, e sereno, fino a quando non avrò capito che, io sono l'unica cosa che conta, e dei casini che mi girano in torno non mi frega nulla, continuerò a camminare per la mia strada, senza guardare indietro, quello che ho davanti è il mio futuro, quello che vivo è il mio presente, quello che è dietro è il mio passato, e non centra più niente.
        E tornerò a casa la notte, con il sorriso sul volto, mi sdraierò sul letto e accenderò il cellulare, prima di chiudere gli occhi, manderò la buonanotte.
        Composta martedì 16 ottobre 2012
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