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Quando parlo del non capire. Il non capire non è una prerogativa degli scemi, non è il privilegio degli idioti il non capire.
È l'abbandono. Essere nell'abbandono non significa essere deficienti, significa non essere, smarrire. Non essere più in casa.
Maledette le case, le famiglie, le mogli, i padri, i figli, lo stato, l'anima, Tutto quanto. Vogliamo farla finita con questa fine!?
Facciamola finita con questa fine, perché la fine e il principio son la medesima cosa. Siamo sempre nell'origine, siamo sempre nel senso di colpa... siamo sempre nella parola, non ne usciremmo mai più. Questa non è prosa,
non è nemmeno grazie a Dio quella merda detta poesia. Bisogna fare di se dei capolavori. Io ho trovato da molti anni da molti millenni dentro di me il deserto.
E quindi sono in un deserto che parla a un altro deserto e non più, al deserto dell'altro.
Composta mercoledì 27 ottobre 2010
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