Scritta da: Nicola Pierucci
A 15 anni non si dovrebbe pensare alla morte, nemmeno sfiorandola. È un'età in cui si dovrebbe pensare soltanto al divertimento, eppure un ragazzo, un compagno di tutti, è morto. Perché? Potrebbe succedere a tutti noi. Non aveva anche lui il diritto di vivere la sua vita come facciamo noi? Possa essere la sua morte un insegnamento per tutti, che ci faccia aprire gli occhi su questo splendido mondo, che troppo spesso disprezziamo.
Anonimo
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    Scritta da: Antonio G
    Qual è il concetto di vita?
    Non c'è un significato: come gli animali siamo cellule attaccate che per caso sviluppano la senzienza.
    La morte non esiste, si tratta solo di invecchiamento delle molecole che si decompongono col tempo senza rigenerarsi perché non più in grado di farlo.
    La morte puo essere anche immaginata come un sonno dagli atei e come un passaggio all'immortalità per i fedeli.
    Ma se ci pensate... potrebbe esserci dopo la "morte" un inferno ininito... cosa fare in questo caso?
    La vita non ha un significato perché non esiste, ma poiché siamo in grado di soffrire e di godere, perché non optare per la seconda chance?
    Perché vivere una "vita" di sofferenza se poi ci sarà un inferno infinito?
    Anonimo
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