Amo i tuoi occhi così brillanti e vivi, quando si posano sui miei vivo il paradiso; amo le tue mani, il calore e l'odore della tua pelle, la tua voce, fare l'amore con te; eppure vivere con te è un inferno.
Vorrei amarti, dirti tutte le cose che sento, aprirti il mio cuore, ma non posso. Sei freddo, sei prigioniero delle tue paure; ho paura anche io; i tuoi occhi implorano amore, ma le tue parole e i tuoi comportamenti mi tengono a distanza; perché? Non posso amarti se mi chiudi la porta, sono troppo fragile per amarti incondizionatamente. Non voglio più frequentarti, ho perso la serenità.
Stavo così bene con te all'inizio... Dove sono finite tutte le risate, le tenerezze, i dialoghi fra noi? Amore mio, sei tanto brillante quanto emotivamente inibito.
I tuoi occhi mi accendono, amore mio, avrei fatto l'amore con te per tutta la notte, sempre.
Sei così complicato... Sai di avere un carattere difficile, vorresti bastare a te stesso, ma sai che non è possibile e sei combattuto anche tu; mi desidereresti, ma hai paura, non sai come fare.
Ho provato a darti il mio amore, chissà se lo hai capito... Vorrei sapere tutto di te: il tuo passato, il tuo presente, i tuoi sogni; se solo mi aprissi il tuo cuore...
Siamo stati così poco insieme, eppure ho pianto così tanto... Credo che se mi vedessi piangere cadresti nel panico. Accidenti, impara a gestire le emozioni, non fuggire da loro come stai facendo!
Da quando mi sono innamorata non capisco più me stessa. Sei così ermetico... non sono riuscita a comprenderti. Cosa c'è di più avvilente e inaridente della confusione?
Ho bisogno di Amore, occhi meravigliosi, addio.
Anonimo
Composta sabato 8 maggio 2010
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    Scritta da: grecen
    E quando tu torni sconvolgi i mari, gli oceani, i venti. Le stelle tornano a brillare anche solo per un attimo impercettibile. Brilla la luce spenta, ad intermittenza, dalle tue mancanze e presenze discontinue. Ci sforziamo di vivere uno senza l'altro. Riuscendo ad essere felici. Ma tutto il resto è destinato a fallire se io e te siamo destinati l'uno all'altro. Ci colpiamo e le ferite non ci chiudono mai, leccandole nell'intento di disinfettarle da noi stessi. Ci evitiamo perché è più facile che venire travolti l'uno dall'altro. Quella potenza che ci ha resi unici, dipendenti. Come una droga. Facile iniziare, difficile da smettere. Impossibile dimenticare.
    Anonimo
    Composta venerdì 7 maggio 2010
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