Commenti a "Caso Marò. Gli italiani fanno gli indiani." di Giulio Pintus


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Ok , non voglio giudicare le tue idee , ma solo comprenderle...
Puoi spiegarmi perché ?
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Elena , intendi dire che non sarebbero mai dovuti salire a bordo di una petroliera ad effettuare un simile servizio , vero ?
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Vuoi davvero sapere la mia ?
Ok, per me Napolitano non ama mangiare speziato.
Nulla gli importa del - oramai - reale quanto terribile  rischio di un durissimo embargo da parte dell' India ,  contro l' Italia sulla noce moscata , il cumino , lo zenzero e via dicendo.
Tuttavia , pare che dietro al dietro front del nostro governo  circa la vicenda Marò  vi sia lo smodato uso  di coriandolo a Bettola. Rimangono ancora ignote le motivazioni dei festeggiamenti.
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I marò , poverini , non sapevano di essere in India , credevano di essere su il nuovo set di un Western ... " il mitra è la mia legge"...
Se , attraverso referendum  deliberativo , si fosse chiesto chi mandare in India al posto dei Marò , visto che  per loro la pena di risiedere in Italia  -dopo le decisioni che oggi saranno comunicate da Napolitano  - sarà quasi certamentepunizione   peggiore rispetto al soggiorno indiano , ebbene , dicevo , credo che il popolo italiano manderebbe qualcuno che era giusto  che andasse a quel paese già da un pò ... accompagnato da qualche centinaio di altri leader che sarà giusto ci vadano da qui a breve.
Poi , questa candida divisa con cui
vengono immortalati ... quella veste , mi cosi' pura , in qualsiasi ordine sia usata ... il bianco trasforma il nero , lo rende più accettabile.
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C'è un fatto che mi turba assai: la circostanza che Napolitano, come riportato da corriere.it, abbia espresso ai marò "l'apprezzamento per il senso di responsabilità con cui hanno accolto la decisione del Governo e (...) assicurato loro la massima vicinanza nel percorso che li attende con l'augurio di un sollecito, corretto riconoscimento delle loro ragioni."
     Questa sviolinata, stante che si tratta di due persone quanto meno responsabili di omicidio colposo (salvo che i pescatori siano rimasti vittime di folgorazioni divine o di meteoriti imprevisti), e stante che per giunta non possono darsela a gambe, mi sembra sinceramente degna del premio Nobel per l'ipocrisia; e mi porta alla mente, segnatamente per le decisioni di domani, foschi scenari circa il nostro futuro di... " poveri marò " (ché anche noi lo siamo, e nel vero e più autentico senso della parola).
     Ma soprattutto mi ricorda un celebre sketch dei fratelli De Rege, in cui, in un impeto di filantropica delicatezza, si comunicava ad una moglie l'avvenuto decesso del marito con il telegramma che segue: " Tuo marito Filippo infermo - funerali domani ore 11 - speriamo pronta guarigione".

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